Il Tirreno

Commercio

Mercato di Massa: scontro sul trasloco

di Claudio Figaia
Un banco del mercato
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Un banco del mercato

Confimprese attacca l'amministrazione comunale e dice no al trasferimento deciso per il 13 ottobre

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MASSA. Tutto deciso sullo spostamento del mercato del martedì mattina in città? Il 13 ottobre gli ambulanti lasceranno viale Roma e torneranno in piazza Aranci e dintorni? L’amministrazione Volpi pare decisa: proprio in questi giorni ha inviato agli ambulanti un invito a presentarsi in municipio per l’assegnazione dei posti. Confermando il 13 ottobre come data del trasloco. Ma se gi abitabnti di viale Roma tirano un sospiro di sollievo, tra i commercianti il dissenso è ampio e palpabile. Il fronte dei contrari al trasloco è forte e fa sentire la sua voce. Puntando, fra l’altro, su un tema “sensibile”, che interessa tutti i cittadini. Quello del traffico. La nuova location del mercato, che occuperà Largo Matteotti, viale Chiesa, parte del parcheggio dell’ex Intendenza metterà in crisi la mobilità del centro. Ogni martedì mattina sarà un calvario, dicono. Una questione che tiene banco tra i banchi degli ambulanti ma anche tra i banchi dei negozi e dei bar, quella del trasloco del mercato. Trasloco contro cui si scaglia ancora una volta Confimprese Massa Carrara e Versilia, influente associazione del commercio guidata da Claudio Lotto. Che attacca direttamente il sindaco: una scelta tuta politica, voluta da Volpi per onorare promesse fatte in campagna elettorale.


Lotto ha in mano la nota ufficiale con cui il Comune di Massa tramite il dirigente del settore 5 (edilizia, Suap e Sviluppo economico) comunica che dal prossimo 13 ottobre il mercato settimanale del martedì rientrerà nel centro città. Gli uffici di palazzo civico, intanto, hanno già provveduto a convocare gli ambulanti nei giorni 24, 29 settembre e primo ottobre per l'assegnazione dei posti nella nuova area mercatale. Segnali inequivocabili che ormai la scelta è fatta.
«Ma noi non rinunciamo a contestare», reagisce il presidente di Confimprese . E argomenta: «Il mercato, come è noto occuperà piazza Aranci , via Petrarca, Largo Matteotti, Piazza Palma, una porzione del parcheggio ex Intendenza di finanza dove andranno gli alimentaristi e Viale Eugenio Chiesa, sia nel tratto ascendente che discendente. In circa tre anni è il terzo spostamento che il mercato di Massa subisce. Noi di Confimprese abbiamo sempre evidenziato la necessità di mantenere fino al 2017, quando entrerà in vigore la direttiva europea Bolkestein sull’assegnazione dei posti dei mercati, l'ubicazione del Viale Roma». Una richiesta condivisa da molti operatori e da altre associazioni: secondo Anva, che è l’associazione degli ambulanti di Confesercenti, il 75% degli operatori preferisce restare in viale Roma. Ma le ragioni dei commercianti per scongiurare lo spostamento, accusa Lotto, non sono state ascoltate. Perhè?

«Molto probabilmente – risponde il presidente di Confimprese – perchè il sindaco Alessandro Volpi in campagna elettorale si era impegnato in tal senso e adesso "onora" l'impegno preso verso quei cittadini che in questi mesi si sono battuti per lo spostamento».
Lotto rimarca poi che questo non è «il ritorno del mercato in centro» ma «un ulteriore spostamento con una nuova collocazione, questa volta nel centro nevralgico della città». Ed è, a suo avviso, una collocazione sbagliata: «In una situazione di riduzione dei parcheggi, chiusura della strada che va verso i paesi a monte ed in un contesto in cui coesistono una zona a traffico limitato h 24, piazze pedonalizzate e le principali attività politico economiche culturali cittadine (banche, Comune, Provincia scuole sedi di associazioni e sindacati), fare il mercato su quelle strade e piazze aperte al traffico e quindi chiuderle e togliere posit auto, è una scelta assolutamente errata». Una scelta «dettata solo ed esclusivamente dalla politica, senza minimamente tener conto delle esigenze aziendali». E già, perchè Lotto tira fuori anche questioni economiche: «In un momento certamente non florido, la futura sistemazione mercatale potrebbe mettere in difficoltà molte aziende che sarebbero costrette a chiudere. Anche quando non si hanno dipendenti si perdono comunque posti di lavoro perché i titolari dell'azienda stessa sono lavoratori a tutti gli effetti che se disoccupati andrebbero ulteriormente ad incrementare le liste di chi non ha un occupazione certa. È un concetto questo, forse poco considerato, ma che un amministrazione dovrebbe tenere conto».
 

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