Il dolore
«La montagna va ripopolata, ecco gli impegni»
Il sindaco Volpi: «Investimenti sulla sicurezza, agevolazioni edilizie e battaglia sui servizi»
MASSA. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B per il sindaco Alessandro Volpi, ma lui sa che la percezione dell’istituzione in queste zone lontane dal centro, è spesso minima. Eppure, l’amministrazione comunale sulla montagna sta investendo parecchio, non soltanto in termini economici, per cui sono previsti da qui a due anni circa 5 milioni di investimenti, ma anche in termini di impegno, di coraggio, di lotte in Regione per tenere vivo un territorio indispensabile a tutti, anche a chi vive sul mare.
Perché “se la montagna muore- dice il sindaco Volpi- le conseguenze saranno gravi anche per chi sta a valle”.
Chiediamo al sindaco come vede la montagna da qui a qualche anno e la risposta è chiara: «Vorrei offrire una vecchiaia serena a chi ci ha vissuto da sempre e vorrei si ripopolasse di tanti giovani, ma dobbiamo capire che al momento affrontiamo una situazione paradossale: la montagna si svuota perché la gente non trova i servizi necessari per viverci, e gli enti non rischiano di investire in luoghi deserti; il nostro ultimo sforzo sarà quello di investire risorse adesso che ancora c’è speranza di vedere ripopolata la montagna e costruire quell’idea di comunità e socialità a cui siamo abituati».
La sicurezza idrogeologica. Per il sindaco Volpi il punto di partenza può essere uno solo: per non far scappare i cittadini dalla montagna occorre che questa sia sicura. La partita del dissesto idrogeologico vale oggi circa 5 milioni di euro. Il comune sta ultimando alcuni cantieri importanti, la messa in sicurezza e bonifica del pendio in località Guadine, interessato da una frana (1 milione di euro); la messa in sicurezza della zona di Altagnana, dopo gli eventi calamitosi del 2010 (800 mila euro); 600 mila euro per la zona di Casette e Forno e altri 2 milioni per il progetto complessivo dell’intero versante di Pariana, interessato da frana. A questi interventi si aggiungono per il 2015 la messa in sicurezza di via del Commercio a Forno (157 mila euro); messa in sicurezza di Casette (180 mila euro), sistemazione di frane a Bergiola e in via Brugiana (121 mila euro); messa in sicurezza strada e fosso della Bocchetta ( 48 mila euro) e sistemazione del canale delle Grondini (60 mila euro).
«I cittadini della montagna- commenta il sindaco- non dovranno avere più paura a vivere nelle loro case».
Gli interventi per i privati.
Su un terreno sicuro, prosegue nel ragionamento il sindaco Volpi, sarà possibile anche intervenire urbanisticamente e infatti il nuovo regolamento dedica un lungo capitolo alle zone montane e pedemontane.
«La grande opportunità- dice Volpi- riguarda il nuovo dimensionamento, che permette frazionamenti fino a 38 metri quadrati. Significa che gli anziani di oggi, ad esempio, potranno restituire case ai nipoti, le famiglie potranno pensare alla possibilità di affittare; nasceranno nuovi nuclei in cui sarà possibile vivere meglio: abbiamo reso possibili tutti gli intereventi di ampliamento per il 20%, ristrutturazione e manutenzione straordinaria, sapendo che la nuova edificazione in montagna sarebbe stata ormai impossibile da realizzare, e quindi puntando sul recupero. Mi auguro- prosegue il sindaco- che questa possibilità non trasformi la montagna in quartieri dormitorio, o ghetti. I cittadini devono tornare a vivere in montagna non perché costa meno, o perché si troveranno appartamenti piccoli da affittare, ma per le opportunità che la montagna deve offrire».
Scuola e trasporti. Per non far morire il tessuto montano il sindaco sta puntando sulla viabilità, per mantenerla costante e puntuale: «Non è facile- spiega Volpi- perché siamo dentro una gara regionale, che procede a fatica e che, come sappiamo, mira a finanziare le linee principali, perché il trasporto verso le aree di montagna e per pochi utenti non paga. Noi abbiamo comunque inserito la salvaguardia delle nostre linee secondarie nel piano regionale dei trasporti e stiamo aspettando che l’iter si concluda. Accanto a questo investiamo sulle scuole- continua il sindaco-, che devono rimanere aperte e creare le prime elementari. Per questo obiettivo abbiamo anche bisogno dell’aiuto delle famiglie, nel rispetto delle scelte dei genitori, è ovvio, che devono poter decidere dove far studiare i propri figli. Abbiamo rischiato quest’anno di far chiudere la scuola di Pariana, dopo Antona e Casette. Lo sforzo deve essere di tutti, per tenere aperti i plessi di montagna e noi ci impegneremo garantendo lì un insegnamento di altissima qualità».
Le Poste e i negozi. È tutta spostata sul piano nazionale, invece, la battaglia per tenere aperto l’ufficio postale di Canevara. Il prossimo 4 settembre i sindaci saranno a Firenze per un incontro e una manifestazione organizzata dalla Regione contro i tagli alle Poste, che hanno colpito soltanto i presidi di montagna: «Anche questa battaglia dipende poco da noi- dice il sindaco- ma i cittadini devono sapere che faremo di tutto per mantenere aperto quel servizio essenziale». Poi ci sono i centri commerciali naturali, le botteghe, i negozi che dovrebbero continuare a vendere qualsiasi tipo di articolo, per evitare che i cittadini siano costretti a scendere a valle per comprare qualcosa: «Avevamo pensato a degli sgravi fiscali- dice il sindaco- per quei commercianti che avessero avuto l’intenzione di rimanere aperti in montagna; riproporremo gli sconti sulla Tari anche per il 2015- 2016, pur sapendo che è una battaglia difficile e che ci scontriamo con la difficoltà dei commercianti a trovare clienti». E sempre riguardo i servizi, per il 2016 il sindaco annuncia un nuovo ripetitore a Resceto, per migliorare la rete telefonica montana.
Turismo e sicurezza. Infine la partita del turismo montano che secondo il sindaco deve rimanere legato alla costa: «Dobbiamo portare i turisti dal mare in montagna, per fargli riscoprire i nostri sentieri, i borghi, le Alpi Apuane, facilitando anche il recupero edilizio di alberghi e B&B, per una accoglienza migliore e più facile; si chiuderà a breve anche il caso delle terme di S. Carlo, per iniziare un vero turismo delle acque termali»,
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