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Estate finita e torna la paura del Magra

di Fabrizio Palagi
Estate finita e torna la paura del Magra

Con l’arrivo delle piogge occhi puntati su argini e alveo

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BOCCA DI MAGRA. «L’estate sta finendo» intonava una nota canzone degli anni Ottanta, ma i problemi no. Ne è consapevole il comitato “I volontari del Magra” che non è mai andato in ferie. Anzi. Approffitando della bella stagione e, conseguentemente, delle pause concesse dal “grande fiume” tra un’alluvione e un’altra, tra una esondazione e il crollo di un ponte, fra allagamenti viari e distruzione di argini, il comitato in questione ha effettuato controlli autonomi su canali da ripulire e impellenti dragaggi più volte invocati.

Dopo un estate di attesa, infatti, “I volontari del Magra” tornano sul fiume per fotografare lo stato di fatto, in vista delle temutissime piogge autunnali, più volte responsabili, negli ultimi anni, di terribili alluvioni.

«Abbiamo visto un territorio ancora martoriato e che ha urgenza di essere pulito e preparato per le piene autunnali - esordisce Luca Ghirlanda, presidente del comitato - siamo andati a visionare i canali secondari e la situazione è davvero preoccupante con erbe alte e poca cura delle sponde. In particolare è urgente sistemare la portella del canal Grande che da anni abbiamo sottolineato non essere funzionante con altissimi rischi per il territorio del Cafaggio, nella Piana di Ameglia. Attendiamo un cronoprogramma dall’amministrazione comunale anche sull’installazione dell’idrovora fissa e per questo chiederemo un incontro, già nella corrente settimana. Siamo a settembre e il tempo è finito».

Il battagliero e giovane presidente Ghirlanda afferma di aver appreso dai giornali che la Regione Liguria «partirà finalmente con il dragaggio della parte a monte del Magra, ma torniamo a ribadire che la foce del fiume è interrata e potrebbe creare un vero e proprio tappo durante le piene. Dobbiamo liberare anche la foce del Magra. Il dragaggio promesso per settembre deve partire subito, non c’è più tempo. Chiediamo un incontro con il neo assessore regionale, nonchè da poco ex sindaco di Ameglia, Raoul Giampedrone, affinchè ci indichi un cronoprogramma dei lavori e soprattutto di quanto materiale si parla di asportare. Auspichiamo infatti che venga rimosso un quantitativo consono a quello dichiarato lo scorso anno da Bocchia, responsabile provinciale Protezione civile, come sovralluvionamento, ovvero 3,5 milioni di metri cubi».

Alla segnalazione-denuncia di Ghirlanda si aggiunge la voce autorevole di Antonello Andreani, vice presidente dei Volontari: «Abbiamo passato molte giornate delle nostre ferie estive a perlustrare boschi, cananli e fiume per verificare le condizioni in cui versano Magra zone limitrofe: il lavoro da fare è ancora tanto e per questo servono urgenti fondi. Continuano a passare gli anni ma la situazione, se non arriveranno finanziamenti seri, non verrà risolta. Gli interventi da fare sono tantissimi: dobbiamo completare gli argini bassi, dragare tutto il corso del fiume, pulire i canali secondari, mantenere puliti gli argini, rendere completamente operative le portelle e tutto questo va fatto in fretta. Con l’estate calda che ha fatto, siamo ancora più preoccupati della situazione delle piogge che potrebbero riversarsi sul territorio con quantitativi spaventosi. Abbiamo la necessità di ricevere dall’amministrazione comunale e dalla neo giunta regionale delle risposte chiare».

Andreani infine avverte: «Per una volta, speriamo che non si tratti delle solite promesse di Pirro. Per non parlare delle politiche dei risarcimenti. Abbiamo letto sui giornali di fondi destinati al risarcimento delle alluvioni del 2010, 2011 e 2012 ma di quelle devastanti del 2009 che hanno distrutto Ameglia nessuno ne parla mai e nel frattempo il Tribunale delle acque di Torino ci ha chiesto di pagare anche le spese legali di 14.000 euro per la causa contro gli Enti».

E la conclusione: «La scorsa settimana ha piovuto veramente poco e solo sul versante del Vara e questa situazione è bastata per innalzare il livello del fiume e riversare alla foce tonellate di detriti, alberi, immondizia e tronchi. Ma è mai possibile che la pulizia del fiume non possa essere fatta con costanza e verificata con maggior frequenza almeno dalla Guardia forestale? Bisogna cambiare le regole del gioco e la Regione Liguria deve partire subito. Soffriamo di una legislazione in materia di dissesto idrogeologico e regimentazione dei fiume vecchia, obsoleta e non più attuale soprattutto se relazionata alla situazione climatica che stiamo vivendo».

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