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la morte del cavatore

Effettuata autopsia al Versilia Oggi nulla osta per il funerale

Effettuata autopsia al Versilia Oggi nulla osta per il funerale

CARRARA. Le lesioni interne hanno ucciso il cavatore Bruno Maggiani, morto sabato mattina dopo un volo di una decina di metri dalla terrazza dove stava lavorando al ribaltamento di un blocco di marmo...

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CARRARA. Le lesioni interne hanno ucciso il cavatore Bruno Maggiani, morto sabato mattina dopo un volo di una decina di metri dalla terrazza dove stava lavorando al ribaltamento di un blocco di marmo insieme a un collega. L’autopsia del medico legale Susanna Gamba, effettuata ieri pomeriggio all’ospedale Versilia, non lascia dubbi. Anche se per conoscere quello che scriverà il perito della procura bisognerà attendere qualche giorno. Accanto alla Gamba c’era anche il consulente della famiglia della vittima, la dottoressa Elisa Menconi, che ha seguito il lavoro della collega passo passo. Un esame lungo e meticoloso che ha richiesto un paio di ore. Ma dalle lesioni esterne e dall’emorragia che si è scatenata gli inquirenti potranno ricostruire quello che è avvenuto nella cava 152.

Questa mattina intanto il sostituto procuratore Elisa Loris dovrebbe firmare il nulla osta e restituire il corpo di Maggiani ai familiari che da giorni attendono di poter fare il funerale al loro caro.

Intanto restano due i nomi iscritti nel registro degli indagati dal pubblico ministero. Si tratta del titolare della cava e del responsabile della sicurezza (rsa) della ditta Escavazioni marmi Campanili. Atto dovuto per svolgere le indagini a 360 gradi tutelando persone che potrebbero essere coinvolte nell’incidente. L’ipotesi di reato per entrambi è omicidio colposo. Il magistrato è entrato in possesso anche del rapporto del Servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Che in parte è già stato anticipato dalle dichiarazioni dell’ingegnere Maura Pellegri. L’operazione che è costata la vita a Maggiani non è considerata rischiosa. Se si segue la procedura alla lettera, però. Brunello, come lo chiamavano affettuosamente gli amici, però non aveva l’imbracatura, la protezione che serve proprio a evitare di volare giù dalle terrazze in caso di caduta.

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