Sicurezza
Dal club Unesco: un museo per Dunchi scultore e partigiano
La proposta di Elio Fabrizi per ricordare il maestro del marmo nella giornata di festeggiamento per i 60 anni dell’Arlecchino
CARRARA. «Anche a Carrara un’esposizione museale permanente, dedicata ad uno dei più grandi maestri del marmo: lo scultore e partigiano Nardo Dunchi». A proporlo è stato il professor Elio Fabrizi, già presidente provinciale del Coni, a margine della cerimonia tenutasi in galleria per la proiezione del video sulla serata finale del Forum nazionale di scultura contemporanea 2015, organizzato dal Club Unesco “Carrara dei marmi” in sinergia con lo studio artistico Nicoli.
L’iniziativa aveva anche lo scopo di festeggiare i 60 anni di attività del bar pasticceria Arlecchino, gestito dalla famiglia di Fabrizi. «Sono contento che l’Arlecchino abbia raggiunto questo traguardo -ha detto l’ex presidente del Coni- soprattutto per mia suocera, che a 93 anni continua a lavorare nel bar con grande impegno ed entusiasmo». Fabrizi ha annunciato l’intenzione di richiedere all’amministrazione comunale la disponibilità di due stanze del museo di San Francesco per allestirvi una permanente dedicata a Nardo Dunchi, sul modello di quella che lo scorso 20 giugno è stata aperta a Massa, a villa Rinchiostra, per i cento anni dalla nascita dello scultore Gigi Guadagnucci. La vocazione artistica dell’Arlecchino è evidente già adesso, dagli arredi e dall’ambiente del locale. Il bar, infatti, ospita diverse opere di artisti giovani ed interessanti. Particolarmente suggestive sono quelle collocate al piano superiore e nelle vetrine esterne. Si tratta di vedute in colori acrilici, realizzate da Elisabetta Tenerani a partire dalla pavimentazione e dalle colone del teatro Animosi, che raffigurano draghi ed altre creature fantastiche.
E’ in questa splendida corniche che si è celebrata la festa dell’Unesco. La presidente provinciale Maria Grazia Passani ha ricordato gli impegni profusi sul territorio per restaurare l’archivio botanico del professor Erminio Ferrarini al Liceo scientifico di Carrara e la partecipazione alle celebrazioni per l’anno internazionale della luce, patrocinato dall’associazione dei fisici. Marco Biagini, membro del direttivo del club, ha invece voluto sottolineare il problema della mancanza di una sede. L’Unesco di Carrara, infatti, era ospitato un tempo a palazzo Rosso, ora inagibile. Paolo Biagini, anch’egli esponente del direttivo dell’associazione, si è poi soffermato sull’incidente mortale avvenuto sabato scorso alle cave, costato la vita al 46enne Bruno Maggiani. «Nonostante l’evoluzione sui dispositivi per la sicurezza -ha fatto notare Paolo Biagini- questa è una catena a cui sembra impossibile mettere la parola fine. Siamo lontani, fortunatamente, dalla strage di Bettogli del 26 luglio 1911, in cui persero la vita ben 10 persone, tra cui due di 13 e 17 anni, ma non per questo si deve abbassare la guardia o calare la sensibilizzazione verso questi tragici avvenimenti, a cui la nostra terra si è purtroppo dovuta abituare da secoli e secoli».
Il tema del Forum di scultura era: “Arte come veicolo di confronto e pace”, che sono le finalità generali dell’Unesco. L’obiettivo è stato quello di dare un contributo concreto alla costruzione della pace nel mondo e della fratellanza tra gli uomini attraverso l’arte e di offrire a giovani e promettenti artisti l’opportunità di sviluppare le proprie capacità scultoree. Le opere sono state poi valutate da una giuria di esperti. I tre finalisti hanno potuto trascorrere un periodo di lavoro dal 1 al 31 luglio a Carrara, allo scopo di sviluppare ed affinare una maggior conoscenza delle tecniche scultoree.
David Chiappuella
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