Il Tirreno

Topi in chirurgia chiuse tre sale

Topi in chirurgia chiuse tre sale

Piccoli roditori avvistati nel sottotetto del quinto piano Bloccate le operazioni programmate, via alla disinfestazione

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MASSA. Topi in ospedale, chiude la operatoria al quinto piano. Era già successo nel novembre dello scorso anno, è accaduto di nuovo in questi giorni. La “week surgery” al quinto piano dell’ospedale di Massa (cioè le sale chirurgiche dove vengono effettuati interventi chirurgici su pazienti di otorino, ortopedia ed urologia che hanno bisogno di una breve degenza ospedaliera, tre locali in tutto) è stata chiusa su ordine dei vertici dell’Asl. Il provvedimento è stato preso dopo il rinvenimento di tracce di escrementi lasciate da topi della specie “mus musculus” all’interno del blocco operatorio. Il blocco chirurgico resterà chiuso, informa l’azienda sanitaria, fino a lunedì 7 settembre per poter mettere in atto le necessarie misure di disinfestazione già intraprese dalla ditta specializzata.

L’attività chirurgica verrà “riprogrammata” e dirottata nel blocco operatorio della “Long surgery”, cioè nella sala di solito impiegata per interventi che prevedono un ricovero più lungo. Lo stop, spiega il vice commissario dell’Asl di Massa Carrara Maurizio Dal Maso, non comporterà disagi per i pazienti e le urgenze verranno garantite come sempre 24 ore su 24. «I degenti non subiranno conseguenze da questo imprevisto – dice il dottor Dal Maso – mentre l’organizzazione interna, sì. Dovremo attrezzarci modificando la programmazione degli interventi e le turnazioni per sfruttare al meglio l’altro blocco operatorio, ma di certo l’attività non va in crisi per colpa dei topi».

Resta il fatto che la presenza, o meglio il ritorno, dei roditori nell’area chirurgica – per antonomasia uno dei luoghi più asettici e puliti che si possano immaginare – è un fatto abbastanza preoccupante, anche perchè si tratta della replica “in fotocopia” di quanto avvenuto nello scorso autunno. Infatti l’Asl appare sorpresa del ripetersi dell’episodio. Quando nel novembre 2014s scattò il primo allarme topi, l’azienda sanitaria mise in atto un intervento di derattizzazione e poi di sigillatura del controsoffitto della sala – dove erano stati individuati i roditori - e di tutte le possibili vie di accesso. Vennero isolati verso l’esterno tutti gli spazi, gli interstizi esistenti, lasciando soltanto le indispensabili comunicazioni fra le varie compartimentazioni per consentire il passaggio degli impianti. E per scongiurare ogni rischio furono anche «sigillate completamente le sale operatorie e le finestre. Sotto controllo anche i macchinari di trattamento aria. Un intervento definito “radicale” che, secondo i tecnici dell’Asl, assieme alle misure di derattizzazione “ordinarie” – per cui l’azienda spende 65.000 euro ogni biennio – avrebbe dovuto risolvere in modo definitivo il problema. Invece, a meno di un anno da quell’episodio, ecco la ricomparsa dei topi. Da dove vengano non è mai stato scoperto in modo certo. Possibile, ma improbabile, che abbiano viaggiato negli scatoloni di materiale sanitario di rifornimento del reparto. Più facile ipotizzare che abbiano trovato una strada nel dedalo di cavi e tubazioni che corrono nel controsoffitto. Anche se l’intervento anti ratti del novembre scorso sembrava aver chiuso ogni via di accesso.

Di sicuro, e questo lo conferma il direttore Dal Maso, c’è al fondo una questione “stutturale” di un ospedale, quello di Massa, che ha ormai 50 anni di attività e che richiede opere di manutenzione sempre più frequenti e dispendiose ma mai definitive. Comunque, la sala operatoria del quinto piano verrà di nuovo disinfestata e messa in sicurezza. Cosa che si completerà, secondo le previsioni dell’Asl, entro una settimana. Poi, a novembre, la chirurgia chiuderà, stavolta per sempre, i battenti: ci sarà il Nuovo ospedale delle Apuane in funzione.

Claudio Figaia

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