Il Tirreno

Polemiche per i lavori al cimitero

di Luca Barbieri
Polemiche per i lavori al cimitero

Un cartello equivoco ha gettato allarme nelle famiglie interessate alla estumulazione in corso a Turigliano

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CARRARA. Ha generato l'indignazione di alcuni concittadini un cartello esposto all'ingresso del cimitero di Turigliano, a Carrara. Il cartello reca infatti l'avviso - per le famiglie con salme in riesumazione nel Padiglione 6 (campate 14 A, 14 B, 15 A e 15 B, di prossima estumulazione) - di provvedere tempestivamente, e autonomamente, al recupero del monumento. Altrimenti il tutto sarà destinato a "discarica". Questo perché i loculi sono in concessione rinnovabile.

L'avviso, e il conseguente inizio dei lavori al suddetto padiglione, dunque, hanno portato i parenti a segnalare il fatto, lamentandosi della poca visibilità del cartello, ma soprattutto del mancato avviso da parte degli enti predisposti, nonché del termine "discarica", adoperato per indicare il luogo della conseguente conservazione nel caso di mancata presentazione.

Alcune precisazioni. L'azienda predisposta ai servizi cimiteriali comunali è, anzitutto, Apuafarma. Inoltre è mutato il periodo delle concessioni dei loculi, ridotto da 60 a 40 anni dopo una delibera del consiglio comunale carrarese. Per altri comuni il periodo è stato addirittura portato a 30 anni. Questo, ovviamente, per motivi logistici legati alla mancanza di spazio.

Non solo, come assicura il presidente di Apuafarma Fabrizio Volpi: «L'avviso è stato messo ad inizio estate. Non ci spetta peraltro - continua - il compito di dover avvisare le famiglie. L'iter è questo: ottanta giorni prima dell'inizio delle procedure viene esibito all'ingresso della struttura l'avviso. Dopo questo periodo, in cui i lavori sono già stati avviati, se nessuno si è presentato per la risoluzione si avvia la procedura di trasporto in "discarica". Il mancato avviso è ovviamente legato a motivi tecnici, risulta complicata infatti la gestione di numeri telefonici e indirizzi per un così esteso lasso di tempo. Di chi invece, per varie ragioni, possediamo un recapito, viene contattato nonostante non rientri nelle mansioni del personale».

In ogni caso per alcuni mesi (sei circa), successivi agli 80 giorni, il monumento viene conservato all'interno della struttura.

Per il termine discarica, invece, il presidente Volpi tranquillizza: «Si tratta di un termine tecnico. Non è una discarica come i più immaginano, bensì un luogo ad hoc dove vengono conservati fotografie e monumenti, sempre che quest'ultimi non siano stati danneggiati dai lavori. Per i resti, invece, si provvede alla conservazione singola, nominativa, nell'ossario».

Il termine discarica sarà anche tecnico ma è rivolto alle famiglie e leggendo il cartello c’è chi ha pensato che i resti del suo caro venisse davvero messo in una discarica. E’ poi proprio impossibile non inviare una lettera ai familiari per avvertirli della procedura?

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