Il Tirreno

Niente «gogna mediatica» per gli evasori

di Fabrizio Palagi
Niente «gogna mediatica» per gli evasori

Il Garante della privacy blocca l’iniziativa del Comune di Mulazzo. Costernato il sindaco Novoa: Girerò il problema a Renzi

3 MINUTI DI LETTURA





MULAZZO. Chi non paga le tasse comunali per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti, non finirà alla gogna mediatica annunciata dal sindaco Claudio Novoa, indirettamente chiamato in causa dal Garante della privacy che impone il no alla “Black list” che il primo cittadino aveva intenzione di istituire in quel di Mulazzo, visto che, come da lui stesso più volte denunciato, i cosiddetti “furbetti” ben si mimetizzano tra coloro i quali non pagano la gabella perchè proprio a corto di risorse economiche.

In merito ai tributi degli Enti locali, nella fatispecie quelli del Comune di residenza, il Garante si è espresso chiaramente: «Niente web per gli che aggira l’ostacolo e quindi evade le tasse».

Quindi i Comuni non possono pubblicare sui rispettivi siti, i nominativi di chi fa finta di dimenticare che si deve pagare il servizio raccolta rifiuti. Un’idea venuta in mente la scorsa primavera al sindaco Claudio Novoa che poi venne approvata dal consiglio comunale. La deflagrante notizia oltrepassò in un lampo i confini della Lunigiana, per poi approdare a tv e radio nazionali, suscitando, come sempre in casi simili, consensi e dissensi.

Per il Garante, la procedura che intendeva adottare il Comune, non rispetta i dettami di salvaguardia della privacy, oltrechè violare il principio di legalità. Inoltre, il Comune non può dare disco verde alla pubblicazione on line dei morosi. Per questo, semmai, esiste la legislazione dello Stato, non certo i consigli comunali.

Il Comune, in breve, ha solo strumenti per sollecitare i pagamenti arretrati, oltrechè dissuadere i classici furbetti.

Interpellato sulla questione, il sindaco Novoa cade letteralmente dalle nubi: «Non ero ancora a conoscenza di questo fatto. Certamente il Garante si è espresso secondo le regole, ma il fatto di impedire la nostra iniziativa rende ancora più critica la situazione economica di un Comune piccolo come il nostro, che arriva a malapena a 2600 abitanti. La nostra intenzione era di capire se tra i cittadini che non pagano il servizio raccolta rifiuti, vi fossero più famiglie in difficoltà economica che furbetti, e quidi stimolare questi ultimi a cambiare atteggiamento. Il Comune, merita ricordarlo, è il primo filtro per le persone o famiglie che non riescono a pagare le tasse e quindi, spesso, è il sindaco a rilevare tali situazioni e, dove, può, a intervenire. Ma se si tratta di gente che non mette le mani al portafogli solo perchè non vuole spendere, allora il discorso cambia. Mi riservo di valutare il tutto, alla luce dell’intervento del Garante. Ma già mi chiedo: in merito alle entrate presunte nelle casse comunali, di che entità sarà il buco causato dagli evasori? Dovrò inoltre mettere su due piani diversi i “buoni” cittadini, colpevoli solo di non avere risorse economiche, e i soliti furbetti. Infine c’è da considerare che, in mancanza di fondi e non potendo certo sospendere, per ovvi motivi di igienità, la raccolta rifiuti, il Comune dovrà ricorrere a tagli di alcuni servizi».

Poi la stoccata finale di Claudio Novoa, sindaco Pd, eletto quattro anni fa: «Scriverò al premier Renzi per segnalare questa situazione e quindi ottenere suggerimenti sul da farsi. Del resto, le casse comunali non possono fare miracoli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web