Fuochi in piena notte svegliano Bonascola
Carrara, lo spettacolo della Cgil a Cà Michele annullato in segno di lutto, ma qualcuno ha “sparato” lo stesso. All’1,30
CARRARA. «Guardi, io sono di sinistra, ma che la Cgil all’una e mezza di notte si metta a sparare fuochi d’artificio, svegliando gente che la mattina dopo deve andare a lavorare, è una cosa che proprio non mi va giù». Il signor Vatteroni, professione impiegato, residente a Bonascola, ha un diavolo per capello. Domenica notte, racconta, la sua famiglia è stata svegliata dai botti di uno spettacolo pirotecnico “inscenato” a Cà Michele, dove si era da qualche ora conclusa la festa della Cgil. «All’inizio non capivamo bene da dove provenissero i rumori; poi, affacciandoci alla finestra, abbiamo visto con chiarezza che i fuochi e i relativi rumori provenivano da Cà Michele. Si sentiva anche cantare Bandiera rossa...», aggiunge Vatteroni, non certo il solo ad essere stato infastidito dai botti in piena notte.
Diverse sono state, infatti, le proteste arrivate ai centralini della polizia municipale e del commissariato di polizia per chiedere di fare cessare quel bombardamento che ha tolto il sonno a molti abitanti di Bonascola.
Ma dalla Cgil replicano con nettezza: noi non abbiamo fatto alcun spettacolo pirotecnico. I fuochi, è vero, erano in programma per la serata conclusiva della festa, ma – spiegano dalla Camera del Lavoro – «abbiamo deciso di annullarli in segno di lutto per la tragedia sul lavoro avvenuta sabato, che è costata la vita a un cavatore. Comunque, aggiungono, i fuochi li avremmo fatti in un orario più consono, non all’1,30 quando, oltretutto, la festa era già finita da un pezzo e tutta la gente era andata via»..
E allora? Allora è successo – così ricostruisce Nicola Del Vecchio, addetto alla comunicazione del sindacato rosso, che qualcuno («non sappiamo chi sia», chiarisce) si è impossessato dei fuochi d’artificio preparati e non utilizzati per l’addio alla festa, e li ha fatti esplodere. Così, senza alcuna autorizzazione, senza il benestare, anzi all’insaputa degli organizzatori della Camera del lavoro. «Lo abbiamo saputo anche noi da altri - spiega Del Vecchio - Noi per rispettare il lutto abbiamo deciso, non solo di non fare i consueti fuochi d’artificio, ma di chiudere la festa alle 22.30 con la selezione dei vincitori della lotteria. Non abbiamo fatto la tradizionale festa di chiusura con il karaoke e il piano bar, proprio in segno di lutto per la tragica giornata di alle cave».
Insomma, un fuori programma che ha svegliato mezza Bonascola e ha messo in cattiva luce il sindacato, che sta cercando adesso di scoprire chi siano gli “artificieri” che hanno improvvisato sparato i fuochi d’artificio in piena notte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
