Sicurezza
Bruno, tifoso azzurro L’amore per Michela e gli amici del bar
L’operaio ricordato dalla Carrarese con il lutto al braccio Questa estate già sei incidenti e Rossi suona l’allarme
CARRARA. Aveva 46 anni Bruno Maggiani, l’operaio morto alla cava 152 dopo un volo di una decina di metri da una terrazza dove stava lavorando. Era molto conosciuto in città, soprattutto al bar Duomo dove passava quasi ogni giorno per bersi un caffè e per scambiare due chiacchiere con gli amici. Gli piaceva parlare soprattutto di calcio e della sua squadra: la Carrarese. Un vero tifoso che si era appassionato alle ultime vicende degli azzurri. La società di piazza Vittorio Veneto saputo della sua scomparsa ha lista il suo sito a lutto e ha pubblicato un messaggio di cordoglio: «La Carrarese calcio 1908 si unisce al dolore della famiglia Maggiani per la scomparsa di Bruno, grande tifoso della Carrarese». Gli azzurri nella partita amichevole al “Buon Riposo” con il Livorno ieri sera hanno giocato con il lutto al braccio osservando un minuto di silenzio.
Maggiani aveva sposato Michela Terenzoni nel giugno di sei anni fa. Non avevano figli ed erano una coppia decisamente affiatata. Lei più giovane di lui di qualche anno. Dopo il sì, in Comune, erano andati a fare una crociera. Tutto immortalato nei loro profili Facebook, riempiti ieri (quello di lei) di tanti messaggi. La frase che ricorre è quella del «non ci sono parole». E infatti non ce ne sono: il suo Bruno ieri mattina l’ha salutata di buon’ora per quel turno di sabato che gli avrebbe fruttato qualche decina di euro in più in busta. Si erano dati appuntamento nel pomeriggio. Invece lui per una volta non ha mantenuto la promessa fatta. Michela lo ha visto in pronto soccorso, per un attimo perché poi ha preferito andare via. Anche se poi è tornata.
Cordoglio del sindaco Angelo Zubbani: «La morte di Bruno Maggiani colpisce duramente la sua famiglia alla quale va il profondo cordoglio dell'amministrazione comunale, della città e mio personale. La nostra solidarietà va anche a tutti coloro che ogni giorno lavorano nelle cave i quali, anche in questa tragedia, hanno dimostrato da subito un forte senso di vicinanza verso la famiglia e i colleghi di Brunello. Quest'ultimo incidente ribadisce che sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e, in particolare, alle cave e' necessario il piu' alto livello di attenzione». Anche il governatore Enrico Rossi ha detto la sua sull’incidente, parlando di sicurezza sul lavoro in cava: «Se anche non ci fossero i dati diffusi dalla Cgil, che evidenziano a livello nazionale un aumento del numero dei morti sul lavoro rispetto allo scorso anno, basterebbe la tragica cronaca di questo fine agosto per capire che lo scenario che si configura è allarmante e che la sicurezza sui luoghi di lavoro deve tornare ad essere una priorità». Il presidente della Regione Rossi ha inoltre ricordato che anche nel caso dell'incidente di Campanili saranno attivate le procedure per corrispondere alla famiglia della vittima dell'incidente l'indennizzo economico di sostegno: «Un aiuto concreto - ha concluso - che si somma al nostro cordoglio per il lutto della famiglia e dei colleghi cavatori».
E sono proprio gli ultimi precedenti a preoccupare. Cinque indicenti dalla fine di giugno all’inizio di agosto. Quello costato la vita a Maggiani è il sesto. Davvero un elenco impressionante, sopratutto se si pensa che già un altro operaio poche settimane fa era volato giù da una terrazza. Gli era andata bene che è caduto da tre metri di altezza. A Bruno Sillicani, 54 anni, era andata bene, anche se le lesioni riportate in quel volo erano gravi. Anche quella volta era un sabato: il cinquantenne, nonostante il maltempo che si era abbattuto nella notte, era salito a controllare qualcosa su una bancata di marmo. Una manovra compiuta mille e mille volte, che fa parte del lavoro quotidiano di un sorvegliante: ma qualcosa era andato storto.
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