Il Tirreno

Non c’è spazio per commerciale e turistico insieme

di Cinzia Chiappini
Non c’è spazio per commerciale e turistico insieme

Il presidente dell’Autorità portuale Messineo «Le navi non potrebbero manovrare»

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MARINA DI CARRARA. Il dibattito sul nuovo Piano regolatore portuale entra nel merito delle questioni e il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Messineo replica alle obiezioni sollevate dal “fronte del no”: «turistico e commerciale non possono coesistere all’interno dell’attuale scalo perché aumentando i posti barca non ci sarebbero gli spazi di manovra sufficienti». E a chi sostiene che il nuovo piano è troppo simile a quello bocciato nel 2002, Messineo replica: «All’epoca l’impatto su Carrione e Lavello era decisamente pesante. Oggi non è più così».

Lo ha provato a spiegare il 5 agosto, nel corso dell’infuocata presentazione del Nuovo Piano Regolatore all’Autorità Portuale, e lo ribadisce ogni volta che ne ha l’occasione perché che qualcosa vada fatto alla foce del Carrione e per la lotta all’erosione, Francesco Messineo, presidente dell’Autorità Portuale, ne è davvero convinto. E così, mentre il dibattito sul “nuovo porto” entra nel vivo, lui prova a replicare alle obiezioni sollevate dal “fronte del no” con contenuti tecnici, e non politici: «Anche volendo rinunciare, per assurdo, all’ampliamento del porto e alla realizzazione dell’approdo turistico, bisogna mettere in atto delle opere che attenuino l’impatto negativo che la costruzione del porto, negli anni ’20, ha avuto sulla foce del Carrione e sull’erosione» spiega il presidente dell’Autorità Portuale, dimostrando così di essere d’accordo con i con i contestatori del piano, almeno sulle priorità dei problemi da risolvere.

Le risposte delle due parti sono, ovviamente, radicalmente diverse ma Messineo prova ad lanciare un dialogo a distanza, entrando nel merito delle obiezioni avanzate dal “fronte del no”. Prima fra tutte la richiesta di rinunciare all’ampliamento del porto: secondo gli oppositori del nuovo Prp, infatti, anche alla luce del considerevole calo dei traffici registrato negli ultimi anni, all’interno dell’attuale infrastruttura potrebbero coesistere l’approdo commerciale e quello turistico.

«Abbiamo già destinato alla diportistica tutti gli spazi disponibili, ovvero la zona del Club Nautico e quella antistante, dove attraccano un centinaio di piccole imbarcazioni. Aggiungere altri posti barca renderebbe impossibile le manovra di una nave, sia essa commerciale, da crociera o un megayacht» spiega Messineo, lasciando intendere che al di là del numero di ingressi, le navi propriamente dette hanno bisogno di uno spazio di manovra (pari al doppio della loro lunghezza, dunque intorno ai 200 metri) tale da non permettere nell’attuale scalo l’aumento dei posti destinati al diporto.

«Turistico e commerciale non possono coabitare in questi spazi, dunque volendo mantenere lo scalo così com’è si tratterebbe di fare una scelta radicale» aggiunge il presidente. La politica locale prova invece da anni a far coesistere i due tipi di attività, turistica e commerciale, come dimostra il piano presentato nel 2002 e bocciato dal ministero dell’Ambiente che prevedeva già all’epoca l’ampliamento dello scalo commerciale e l’approdo turistico a levante del Carrione. Dal “fronte del no”, in questi giorni, qualcuno ha rispolverato quel progetto, lo ha sovrapposto al nuovo e ha concluso che poi, alla fine, non ci sono tutte queste differenze. «Le differenze ci sono e sono sostanziali» ribatte Messineo, ricordando che «la vecchia ipotesi prevedeva una deviazione del Carrione di 300 metri all'interno della linea di battigia verso Massa » e per il Lavello «l’intubazione del corso d’acqua con l’installazione di pompe per convogliare il flusso verso il Carrione». Un impatto che il presidente dell’Autorità Portuale definisce «effettivamente incisivo e pesante» contrariamente a quanto accade col nuovo piano, in base al quale, i due corsi d’acqua continueranno a sfociare «esattamente dove sono, con la creazione di moli guardiani che porteranno – Messineo ne è certo - forti ed evidenti benefici nella prevenzione della duna di frangenza, attenuando così i rischi in caso di piena». Insomma, secondo Francesco Messineo, il piano presentato a inizio agosto contribuisce in primis alla soluzione dei problemi della costa, sia quelli idraulici alla foce del Carrione sia quelli dell’erosione: «Anche volendo rinunciare all’ampliamento del porto commerciale e alla realizzazione di quello turistico, se si vuole mettere in sicurezza il Carrione dobbiamo realizzare un molo guardiano e se vogliamo combattere l'erosione dobbiamo creare un braccio che permetta di far scivolare le sabbie verso levante» ribadisce il presidente dell’Autorità Portuale che a sostegno delle sue tesi cita l’appoggio incassato dal sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, convinto – racconta Messineo – che solo con quelle misure riuscirà salvare dall’erosione la spiaggia toscana più amata dai vip.

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