Attenzione
Filattiera, consegna della cittadinanza affettiva
Il riconoscimento al dottor Massimo Magnani nella piccola frazione montana di Rocca Sigillina
FILATTIERA. Domani alle ore 18, la piccola frazione montana di Rocca Sigillina sarà lo scenario, presso l’Oratorio San Rocco, di una conferenza sulle origini del borgo a cura del professor Paolo Lapi, storico locale che ha approfondito e studiato il luogo a partire da antichi documenti del Seicento e della consegna di una nuova Cittadinanza Affettiva da parte del Parco nazionale e dall’amministrazione comunale di Filattiera.
Il presidente Fausto Giovanelli e il sindaco Annalisa Folloni, infatti, consegneranno il riconoscimento dell’Appennino tosco-emiliano al dott. Massimo Magnani, molto legato al paese frequentato e amato fin dall’infanzia. Dopo una gioiosa adolescenza, anche se la professione di medico lo ha allontanato, prima a Parma e attualmente in Versilia, Magnani non ha mai fatto venire meno la propria presenza e anche il proprio aiuto, gesti che la sua comunità vuole ricordare in questa giornata dedicata proprio a Rocca Sigillina.
La frazione, posta in posizione dominante lungo una variante della Via Lombarda per il passo del Cirone, alle falde dell’Orsaro e alla confluenza del torrente Caprio con il rio Cuccarello, fu nel XIII e XIV secolo in continua lotta con i Malaspina di Filattiera, Pontremoli e Parma per la propria indipendenza.
Come scrive il sito www.terredilunigiana.com, "I signori della Rocca erano feudatari minori, discendenti da un Ser Azzo o Ser Atto, capostipite della famiglia dei Seratti, poi trasferitisi a Pontremoli e rafforzatisi nell’XI secolo con la decadenza del consorzio obertengo. Lo stesso nome Rocca Sigillina deriva dall’antico Rocha Vallis Azzolinae. Dopo una breve dominazione nel XIV secolo, il ritorno dei Malaspina provocò la ribellione degli abitanti che nel 1525 si diedero a Firenze. Il borgo si sviluppa dietro la chiesa barocca di San Giorgio e i resti dell’antica fortificazione. Vide il suo declino con lo sviluppo della più accessibile strada di Monte Bardone, l’attuale Cisa. Il borgo si snoda a forma di esse, creando due nuclei distinti, superiore e inferiore".
Cristiano Borghini
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