Sicurezza
«Camion del marmo nessuno può dire no al loro passaggio»
Il sindaco Paolo Grassi bacchetta la collega Camilla Bianchi: il Comune di Fosdinovo non è il proprietario delle strade
FIVIZZANO. Dopo il sit in dei cavatori di fronte al palazzo della Provincia a Massa e il successivo incontro con il presidente Narciso Buffoni recentemente avvenuto e che ha visto anche la contestata presenza del sindaco di Fosdinovo, Camilla Bianchi, intervenuta con tanto di fascia tricolore in difesa del proprio territorio dal passaggio dei camion del marmo, interviene il primo cittadino fivizzanese Paolo Grassi che, in netta contrapposizione con la collega di Fosdinovo, esprime la propria solidarietà con i cavatori del Sagro.
«Con giusta ragione sostiene Grassi - hanno protestato e incontrato il presidente della Provincia, Narciso Buffoni». Riguardo invece alla collega Bianchi, il sindaco di Fivizzano dichiara: «Sono sconcertato dall'atteggiamento dalla collega di Fosdinovo che, senza essere invitata, ha partecipato all'incontro. Sono mesi che il sottoscritto non rilascia dichiarazioni per non entrare in merito alle polemiche “cave sì, cave no”, ma credo che il Comune di Fosdinovo non possa intimare alla Provincia il divieto dei passaggi dei mezzi pesanti come se fosse il proprietario della strada; la competenza è della Provincia non certo di Fosdinovo».
Grassi ritiene poi che poteva essere invitato anche lui all'incontro dopo che si è presentato il sindaco di Fosdinovo: «Sarei partito velocemente per raggiungere Massa per poter esprimere anche la mia posizione».
Posizione che è molto chiara: «La Provincia non può permettere che tutte le strade provinciali nel Comune di Fosdinovo possano essere soggette a divieto di passaggio a mezzi oltre 3,5 tonnellate, come possono altrimenti transitare altri mezzi non adibiti al trasporto del marmo».
E su una possibile soluzione alternativa commenta «si parla della strada di Marciaso come la risoluzione dei problemi per il trasporto delle scaglie ma quanti anni occorreranno per adeguare questa arteria per questo tipo di transito».
E perentorio è il finale dell'intervento di Grassi «o si fanno passare i mezzi pesanti per il trasporto delle scaglie altrimenti le cave dovranno chiudere con 50 persone che perderanno il posto di lavoro senza contare le altre maestranze dell'indotto».
«Chiedo pertanto alla Provincia - è la conclusione dell’intervento di Paolo Grassi - che attraverso delle deroghe, già fatte anche nel passato, si autorizzi il passaggio di un numero congruo di mezzi per poter scongiurare la chiusura delle cave, così come sostenuto anche da Arpat e Parco delle Apuane».
Marco Landini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
