Sicurezza
Rubavano scooter, in manette una famiglia
Padre e due figli prendevano i motocicli e li smontavano nel garage per poi rivenderli a pezzi
MASSA. I figli rubavano gli scooter in città e il padre dentro il garage della loro villetta li smontava e li rendeva irriconoscibili cancellando la matricola. Un’organizzazione perfetta, con il genitore che disponeva e la prole che si dava da fare per trovare i motocicli. In centro, nelle frazioni, perfino in montagna. Era una razzia continua, tanto che le forze dell’ordine avevano racconto diverse denunce e avevano deciso di trattare i casi come l’azione di una gang del furto. E ci hanno visto giusto.
Il terzetto - i nomi saranno resi noti dopo la convalida del fermo che è prevista questa mattina in tribunale a Massa - per un po’ non potrà fare i suoi loschi affari; perché padre, di 56 anni, e figli, uno di 36 e l’altro di 33 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Massa, che hanno fatto irruzione nell’abitazione l’altra sera dopo un’inchiesta lampo su quella serie di furti di due ruote che aveva fatto arrabbiare più di un centauro rimasto appiedato.
In particolare i militari stavano cercando il Beverly che era appena stato soffiato al proprietario. E lo scooter anche se era già stato in parte smontato era proprio nel garage. Nessuno avrebbe potuto riconoscerlo, se non che il capo della banda - e della famiglia - non aveva ancora cancellato la matricola. E così è bastato fare un controllo incrociato per mettere il trio davanti alle sue responsabilità. Il padre, soprattutto, che aveva tentato di negare l’evidenza si è arreso confessando. Lui e i suoi figli sono accusati di furto e di ricettazione.
Dentro il garage i carabinieri della compagnia di Massa hanno trovato anche altri pezzi di ciclomotori, appartenenti almeno a quattro scooter diversi. Impossibili da riconoscere e quindi impossibili da attribuire ai legittimi proprietari. Non solo erano stati smontati, ma la matricola - che nel Beverly era ben leggibile - non c’era più, portata via con una smerigliatrice. I carabinieri stanno cercando di capire dove finissero poi i ricambi, che probabilmente andavano ad alimentare un mercato parallelo a prezzi più contenuti di quelli ufficiali.
Papà e figli sono ai domiciliari dall’altra sera. Hanno diversi precedenti alle spalle, proprio per furto e ricettazione. Quindi questo in aula avrà il suo peso, soprattutto per l’accusa che vista la recidiva potrà contestare le aggravanti. Probabilmente la difesa chiederà un rinvio per studiare il fascicolo in vista della direttissima che si dovrebbe svolgere all’inizio della prossima settimana. Intanto se qualcuno ha subito il furto dello scooter può chiedere all’Arma.
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