Sicurezza
«Per il porto turistico usiamo le attuali darsene»
CARRARA. Lunedì prossimo il consiglio comunale avvierà il procedimento per la formazione del nuovo Piano operativo comunale, il “vecchio” Regolamento urbanistico: ieri la commissione competente ha...
CARRARA. Lunedì prossimo il consiglio comunale avvierà il procedimento per la formazione del nuovo Piano operativo comunale, il “vecchio” Regolamento urbanistico: ieri la commissione competente ha dato l’ok alla delibera di avvio dell’iter ma non sono mancate le polemiche, anche e soprattutto sul porto.
Il dibattito sul “nuovo porto” tiene banco anche quando non si parla, direttamente, di Piano Regolatore Portuale e monopolizza il dibattito politico subito alla ripresa delle attività dopo la pausa di Ferragosto. Tra le prime convocazioni, quella della commissione Urbanistica chiamata a esprimersi sulla delibera di avvio del procedimento per la formazione del Piano Operativo Comunale, il cosiddetto Poc, quello che un tempo si chiamava Regolamento Urbanistico.
Lo strumento, la cui redazione è stata affidata tramite bando di gara allo Studi Vezzosi, riguarda tutte le aree urbanizzate del territorio comunale e ha un peso politico rilevantissimo, come dimostra il caso della vicina Massa, che per metterne a punto uno ha impiegato addirittura 35 anni.
Ieri la commissione presieduta da Leonardo Buselli (Psi) ha approvato la delibera di avvio del procedimento, che approderà lunedì in consiglio comunale: favorevole la maggioranza, contraria l’opposizione anche se non sono mancati i commenti “trasversali”.
A tenere banco è stata soprattutto la questione porto: significativo, in apertura di seduta, l’intervento di Lucio Boggi, consigliere del Pd, che pur dicendosi favorevole alla linea dell’amministrazione sullo sviluppo del litorale ha espresso a titolo personale una serie di preoccupazioni e timori non distanti da quelli sollevati dagli ambientalisti e dal cosiddetto “fronte del no”.
«Mi preoccupa l’allungamento della foce del Carrione e il fatto che il progetto non sarà solo nelle nostre mani» ha esordito il consigliere democratico, sottolineando che il consiglio comunale e l’amministrazione saranno chiamati a «mesi e mesi di grande attenzione perché se realizziamo questo progetto poi non si può più tornare indietro».
Boggi è entrato ancora di più nel merito dei suoi dubbi, spiegando che «le risorse previste per il piano non riusciranno a coprire nemmeno un decimo delle spese perché per fare il nuovo porto serviranno almeno 400 milioni di euro».
Ma l’esponente del Pd si è spinto oltre, intervenendo su quella che forse è una delle questioni più controverse legate al Piano regolatore Portuale, ovvero la previsione del porticciolo turistico: «Il nostro scalo commerciale è fermo e statico. Il marmo, diciamolo chiaramente, non parte più da Marina di Carrara ma dalla Spezia o da Livorno. Se decidiamo di puntare sul turismo, allora, non serve un altro approdo» ha dichiarato davanti alla commissione Lucio Boggi, esprimendo una posizione analoga a quella sostenuta da Movimento5Stelle, CarraraBeneComune, ambientalisti e “fronte del no”, che si oppongono all’ampliamento e chiedono la riorganizzazione dello scalo commerciale con la previsione di un approdo turistico all’interno del porto esistente. Anche Claudia Bienaimè, di Carrara Bene Comune è rimasta in qualche modo sul tema, contestando l’inserimento del “nuovo porto” nel Piano Operativo Comunale: «L’amministrazione dà per scontata l’approvazione del “nuovo porto” e mettere in atto delle furbate con il dichiarato intento di giocarsele come voto di scambio».
Una strategia che, secondo la consigliera di opposizione, il municipio avrebbe portato avanti anche con l’inserimento nel Poc della zona di Battilanino, che ha detto la Bienaimè «dovrebbe essere esclusa visto che si tratta di un’area umida e quindi assimilabile a quelle rurali che per legge sono fuori dal Poc».
L’architetto Nicoletta Migliorini , del settore Urbanistica, ha replicato che il “nuovo porto” è stato inserito come «oggetto di accordo di pianificazione» per evitare di «lasciare un buco» nella cartografia allegata al Poc, mentre sulla classificazione del Battilanino – come sul resto del piano, ha precisato la Migliorini - ci saranno nuove valutazioni e approfondimenti, che potranno comportare una revisione delle aree incluse.
Il dibattito si sposterà lunedì in consiglio comunale che non sarà chiamato a entrare nel merito del Piano operativo comunale ma “semplicemente” ad avviarne le procedure di stesura, anche se la polemica è già alle stelle, appunto, anche solo sul metodo.
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