Il dolore
Investe per vendetta due quindicenni in bici
Carrara, l’uomo si è costituito ma è stato arrestato per tentato omicidio dopo la sua confessione
MARINA DI CARRARA. È piombato addosso alle due sorelle gemelle mentre stavano pedalando spensierate nei pressi del campo scuola di atletica a Marina.
Le ha travolte con la sua Ford Fiesta. E le ha scaraventate in terra. Per fortuna le ragazze, quindicenni, non hanno riportato gravi danni, anche se per una c’è da valutare una probabile frattura. Lui, un quarantenne di Carrara, invece di prestare soccorso alle giovani ha premuto l’acceleratore e si è allontanato in fretta e furia, senza pensare alle conseguenze.
A un certo punto però ha interrotto la fuga. Non per un rimorso di coscienza, secondo gli inquirenti, ma perché ha perso la targa anteriore e quindi ha temuto di essere riconosciuto dalle forze dell’ordine. La vettura era intestata alla madre.
Così invece di andare a casa ha girato la Fiesta e si è diretto nella caserma dei carabinieri più vicina. E qui l’uomo ha confessato lasciando di stucco i militari che hanno preso la sua deposizione. Non ha inventato, come ci si sarebbe aspettato, una scusa per giustificare la sua fuga ma è andato oltre: ha detto di averlo fatto apposta, ha detto di aver puntato davvero sulle due ragazzine.
Ha detto di aver investito le ragazze e di averlo fatto apposta perché voleva provocare un dolore allo zio delle adolescenti, un ex imprenditore con cui lo stesso quarantenne aveva un legame di parentela.
Il motivo? Una lite familiare per problemi economici. Il fatto di essersi presentato spontaneamente non gli ha evitato di essere arrestato - per i suoi precedenti - con l’accusa di tentato omicidio. Del resto dicendo di aver provocato apposta l’incidente (che poteva avere conseguenze serissime, anche mortali) era bene difficile non essere colpiti da un’accusa di reato tanto grave.
Il quarantenne è stato portato al pronto soccorso, dove c’erano già le quindicenni e i familiari che chiedevano ai medici se potevano stare tranquilli. Nessun contatto e nessun momento di tensione. All’automobilista è stato fatto l’esame tossicologico per capire se aveva bevuto dell’alcol o assunto sostanze stupefacenti. Ed è risultato positivo.
Le adolescenti non sono in pericolo di vita: una è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni, l’altra invece è stata ricoverata per una sospetta frattura a una vertebra cervicale. Bisognerà fare degli accertamenti specifici, approfonditi, per elaborare una diagnosi e un percorso riabilitativo ben preciso.
Ovviamente le due ragazzine erano un po’ spaventate da quanto era avvenuto perché sono state sbalzate all’improvviso mentre stavano pedalando spensierate. Non sapevano nulla di quella lite che poteva costare loro anche la vita.
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