Il Tirreno

I quartieri si ribellano «Saturi di cemento»

di Manuela D’angelo
I quartieri si ribellano «Saturi di cemento»

Il no di Quercioli e Poggi a nuove case e a piste ciclabili

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MASSA. Passano le settimane, ma dopo l’adozione del nuovo regolamento urbanistico non cessano le polemiche. L’ambito che maggiormente preoccupa è quello relativo alla zona dei Quercioli, dove sono previsti 110 appartamenti di nuova edificazione e una strada, costruita ex novo, per potervi accedere. Il comitato nato per dire “no” alla nuova edificazione ai Quercioli sta ultimando i suoi passi per procedere con una osservazione al regolamento che chieda la soppressione di tutti otto gli ambiti che insistono nella zona. Ma intanto si aggiunge un altro coro di “no” ed è quello dei Poggi con il “Comitato cittadini difesa dei Poggi”, anche loro preoccupati per il troppo cemento.

Dai Quercioli riparte il grido d’allarme: «Nessuna mezza misura- commenta la presidente del comitato Maria Rosa Baldini-; non vogliamo quella strada, né quelle rotatorie, né quelle case, anche perché abbiamo capito che le case, senza la strada, non si farebbero comunque. Temiamo che la nuova viabilità possa inquinare di più, ingolfare di più il traffico e la consideriamo un’opera totalmente inutile». Il comitato sta raccogliendo intanto una serie di firme «a riprova che noi residenti non vogliamo quella strada e che non ci servono altre case, che poi rimangono sfitte». «Siamo preoccupati anche delle voci che vogliono l’inserimento di edilizia pubblica mischiata a quella privata; vorremmo capire in che percentuale su ogni nuova abitazione e con che criterio. Noi non siamo per dire no a priori, ma non possiamo neanche permettere che ci propongano palazzoni di sette piani, come ecomostri».

Mentre il comitato spera che l’amministrazione torni a ragionare, la politica fa la sua battaglia accanto ai cittadini e Stefano Alberti, consigliere del Pd, tra gli artefici di un emendamento che cercò di bloccare il progetto dei Quercioli in sede di adozione, aggiunge: «Mi piace occuparmi, ancora finché ne avrò la forza, della politica nobile ed è per questo che non sono andato a indagare sulla proprietà dei terreni. Per adesso la mia battaglia sarà per la soppressione di tutto l’ambito. Potranno usare tutti gli accorgimenti possibili- continua Alberti- ma si sono inventati una strada che nel vecchio piano regolatore non c’era e che non era stata contemplata neanche nel piano del traffico; dunque non è supportata da nessuno studio di sostenibilità; è un collegamento tra due strade di quartiere completamente inutile e assurdo; senza contare poi come hanno diviso gli ambiti, spezzettandoli in otto punti, che non verranno mai realizzati tutti insieme». In attesa della prossima assemblea di cittadini, durante la quale un tecnico ingaggiato dal comitato, spiegherà nuovamente cosa dovrebbe accadere per ogni singolo ambito di Quercioli, interviene anche Italia Nostra: «Siamo estremamente preoccupati per la cementificazione e viabilità prevista; nell’elaborazione del piano in oggetto appare evidente l’assenza di una relazione urbana con il contesto ambientale in cui l'intervento si inserisce. Non sussistono emergenze tali da giustificare una tipologia di edilizia condominiale con altezze previste superiori a quelle degli edifici esistenti. L'edificare altezze superiori ai 7 metri significherebbe annullare, occultando, le emergenze architettoniche storiche quali il Santuario della Madonna dei Quercioli ed alcuni edifici che costituiscono un valore assoluto per il patrimonio paesaggistico del luogo, oltre alla vista delle Apuane, del Castello Malaspina e della Rocca Aghinolfi».

Intanto, dicevamo, il coro di no si è alzato anche dai Poggi per motivazioni molto simili. A partire dall’edificazione in un quartiere «già saturo», passando per la realizzazione di un parco pubblico «che porterebbe all’esproprio di diverse case peraltro in una zona che ha già due parchi» e arrivando alla realizzazione di «palazzoni» che toglierebbero «aria al alcune case». Anche il progetto di una pista ciclabile viene contestato come «pericoloso» e sull’idea di un’area sportiva i residenti rispondono: «nessuno la vuole, dal momento che esiste già una vasta area con una piscina coperta dall’aria in cui vogliono realizzare l’intervento, quindi sarebbe piuttosto inutile».

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