Il Tirreno

Una Trincea per il senzatetto Adriano

Una Trincea per il senzatetto Adriano

Il viaggio da Empoli a Poveromo con Forza Nuova per il sessantacinquenne che dormiva da mesi su una panchina

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MASSA. È arrivato nella ex scuola occupata di Poveromo intorno alle 19, giusto in tempo per sedersi a tavola e consumare una cena leggera che gli hanno preparato gli attivisti di Forza Nuova. Tanto per fargli prendere confidenza con quella che - si spera provvisoriamente - sarà la sua nuova casa. Si è chiusa così la giornata da protagonista vissuta da Adriano Gambini, il pensionato senzatetto di Reggio Emilia. L’uomo, 65 anni, nonostante le sue condizioni di salute, fino a ieri sera ha vissuto su di una panchina in piazza Ristori a Empoli. Senza che nessuno si occupasse di lui, senza che le istituzioni trovassero un posto dove farlo vivere dignitosamente. Un po’ di elemosina e tanta indifferenza. Fino a che Forza Nuova non ha deciso di intervenire, risolvendo il caso in un lampo grazie alla sinergia tra le due segreterie provinciali. I militanti empolesi ieri hanno preso il pensionato e lo hanno portato dai camerati apuani. Nelle ex elementari occupate, per modo di dire perché anche il sindaco Alessandro Volpi è andato all’inaugurazione della struttura rinnovata dagli estremisti di destra, Gambini ha trovato una camera da letto (in realtà è un’aula dove prima i bimbi imparavano a leggere e scrivere) e tanta umanità. Potrà farsi una doccia (i sanitari li hanno installati quelli di Forza Nuova, che quando c’è da darsi da fare non si tirano indietro) e prepararsi dei pasti caldi sui fornelli che dividerà con gli altri due ospiti della casa famiglia allestita dal segretario Francesco Mangiaracina e dai suoi iscritti. Senza spendere un centesimo (la pensione che riscuote è meno che minima), almeno per quanto riguarda i generi di prima necessità, visto che la dispensa viene rifornita grazie alle raccolte alimentari fatte da Fn durante l’anno.

È un progetto importante quello che ha come obiettivo la soluzione (temporanea) dell’emergenza abitativa. Essendo Forza Nuova non si poteva pretendere un’apertura a trecentosessanta gradi a chi ha bisogno: occorre essere italiani, qui gli stranieri non trovano alloggio neppure se rinnegano il loro passaporto. Però a parte questo, grazie a Trincea, il nome scelto per l’iniziativa, nell’ex scuola di Poveromo finora sono state aiutate una decina di famiglie. Alcune anche con bambini. Per poco tempo, perché appena trovano di meglio se ne vanno ringraziando tutti. Come quei due sposi che non sapevano dove andare e che grazie a Mangiaracina e gli altri si sono rimessi in sesto e adesso vivono (e lavorano) in Germania. Gambini proverà a fare lo stesso, intanto si farà coccolare un po’ dopo tanta indifferenza e una panchina dura come il marmo. «Chiederemo aiuto anche alle istituzioni, forse qui un alloggio popolare salterà fuori», chiosa il segretario provinciale di Fn. Un auspicio che sa tanto di provocazione verso gli enti pubblici. Adriano intanto se ne starà un po’ in Trincea, ma per uno che ha combattuto per 65 anni con la vita non ci saranno problemi. Anzi, sarà come sentirsi finalmente a casa.

Danilo D’Anna

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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