Il Tirreno

Evasione

Multe per gli scontrini in bar e bagni

Una pattuglia della Guardia di Finanza
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Una pattuglia della Guardia di Finanza

Massa Carrara, controlli della Finanza: fermati clienti che uscivano dagli esercizi commerciali

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MASSA CARRARA. Uno scontrino su tre, anzi qualcosina in più, resta in cassa. Con buona pace del fisco. Ed evidentemente il gioco vale la candela perché nonostante le sanzioni e nonostante la spada di Damocle delle chiusure temporanee i negozianti cercano in ogni modo di evadere le loro entrate. La guardia di finanza però anche in estate ha picchiato duro con i controlli, sia in divisa sia in borghese. E come al solito i risultati si vedono: il 35% degli scontrini (e delle ricevute) non vengono rilasciati ai clienti. Il dato in controtendenza è un altro: i clienti quando non vedono la ricevuta del loro pagamento si arrabbiano e la chiedono. Segnalano l’episodio alle fiamme gialle e se possono in quel locale non mettono più piede.


I finanzieri del comando provinciale apuano, coordinati dal colonnello Giovanni Fiumara, in queste settimane, come fanno sempre del resto, si sono appostati all'uscita di bar, panetterie e negozi di abbigliamento e hanno chiesto alle persone che uscivano la prova che il loro acquisto (o la consumazione) era stato registrato. La percentuale di evasione sfiora il quaranta per cento. Sono un centinaio le persone a cui le fiamme gialle hanno chiesto lo scontrino, di queste una quarantina circa ha alzato le spalle facendo capire che non era stato battuto.
Tra i negozianti ormai è scattato un vero patto di solidarietà. Quando qualcuno di loro avverte la presenza della guardia di finanza si premura di avvisare i colleghi.

Proprio nei giorni scorsi il titolare di un locale del centro si è fatto il giro della sua strada per dire di tenere gli occhi aperti: «Ci mancano soltanto le multe», ha raccontato al Tirreno chiedendo di restare anonimo. Poi visto che c’era si è pure divertito a svelare qualche trucchetto per farsi beffe degli studi di settore. Il segreto sta tutto nel numero di scontrini che viene battuto, non nell’importo. Ossia conviene battere tanti scontrini con un conto di pochi euro piuttosto che pochi con un conto più salato: «Le cifre più alte non le batto - dice l’esercente -, in questo modo se vengono a farmi un controllo risulta che durante la giornata ho usato il registratore. E non possono contestarmi nulla».


In questa estate ci sono stati diversi episodi su multe, vere o presunte che siano. Per esempio il ragazzino che in uno stabilimento balneare acquista una focaccina ripiena ed esce per andarla a mangiare da un’altra parte e viene fermato da due finanzieri in borghese. Nessuno scontrino. La multa è di qualche centinaio di euro per il titolare del bagno, nonostante sia stata più una dimenticanza che una furbata. Era l’unico acquisto che non aveva battuto quella mattina e tutto perché stava servendo degli altri clienti. In un bar del centro invece un pacchetto di caramelle è costato caro al titolare: è stata la dipendente a non fare lo scontrino. E lui per questo errore dovrà pagare una multa salata. Nei guai anche alcuni proprietari di negozi di abbigliamento: in questo periodo di saldi sono state diverse le multe della finanza.
Quasi tutti, ormai, anche chi solitamente non evadeva, sta cercando in qualche modo di non dichiarare proprio tutto quello che riesce a vendere.

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