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L'impresa

Se il commercialista diventa Ironman

Se il commercialista diventa Ironman

Carrara, Massimo Musetti in Svezia supera la prova più massacrante degli sport di resistenza

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CARRARA. Un ragazzo di 12 anni, con il problema dei chili in eccesso della pubertà che, con gli anni diventa giocatore di basket, campione dello sci di fondo e, infine “Ironman”. Nel frattempo gli studi classici, la laurea in economia e la brillante carriera di dottore commercialista.

A 53 anni Massimo Musetti, commercialista carrarese, aggiunge un'altra perla alla sua già brillante carriera sportiva.

La prova più massacrante degli sport di resistenza si chiama ironman perché per portarla a termine devi essere "di ferro" nuotando per quattro chilometri per poi farne subito dopo 180 in bicicletta ed appena sceso dalla sella altri 42 di corsa a piedi .

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Massimo Musetti che di professione fa il dottore Commercialista ed è da sempre uno sportivo molto versatile; giocatore di basket di buoni livelli (per molti anni a Carrara, Livorno, La Spezia e Firenze in serie A,B,C,D e nelle nazionali giovanili). Ha continuato a fare sport dopo aver appeso le scarpe al chiodo praticando lo sci da fondo ottenendo importanti risultati in oltre 200 maratone nazionali ed internazionali cui ha partecipato e di queste la più importante al mondo la Vasaloppet in Svezia di 90 km dove, tra l'altro, ha ottenuto l'undicesimo posto nel 2009 e poi il nono nella staffetta 2010 su oltre 2300 squadre .

Poi la sfida di Ironman.

«Non sono un triatleta, ho fatto circa venti gare tra il 2000 ed il 2007 al fine del diversificare la mia preparazione estiva per lo sci da fondo; quest' estate pensavo di prendere parte a gare con le distanze classiche, i triathlon olimpici in cui te la puoi cavare tra le due ore e mezzo e le tre poi ho capito che il mio fisico rispondeva bene ad allenamenti per distanze superiori, fruendo della preparazione invernale per lo sci di fondo, ma ero consapevole che ciò non fosse abbastanza per un Ironman che però mi ha attratto come un magnete, l'ennesima sfida in tanti anni di sport .

«A dispetto di ogni tabella d'allenamento seguita dai triatleti che si allenano per un anno intero anche 20 ore alla settimana - continua - dovendo cumulare il nuoto la bici e la corsa, sono riuscito a presentarmi al via con una buona condizione frutto di solo un mese di allenamento concentrando il 90 % delle sessioni sul fine settimana. Mi sono chiesto spesso negli estenuanti allenamenti combinati bici / corsa anche di 140 km + 25 nel caldo infernale di luglio se ne valesse la pena. Al traguardo, tra due ali di folla, è stata una gioia immensa».

«Il risultato è in massima parte indotto dalla tenuta mentale, se ti abbatti alla prima difficoltà sei destinato a soccombere alla seconda od alla terza ed in 14 ore di gara non puoi mollare un attimo - spiega in un lungo resoconto dell’impresa- Si aggiunga che forse ero l'unico atleta a non avere alcun tipo di assistenza nel tracciato . La gara è stata caratterizzata da un forte vento ; infatti nel nuoto il mare mosso impediva il mantenere della giusta traiettoria tra oltre 3000 partecipanti e così ho finito per fare 300 metri di più come ha rilevato l'orologio satellitare. Peggio in bici, il vento rallentava l'andatura e con improvvise folate laterali rendeva difficile la pedalata. Ad assistere alla maratona nel centro storico di Copenhagen almeno 200 mila persone».

Basket, sci di fondo e triathlon : tre grandi sfide, vinte, per Musetti.

«Sono stato completamente travolto dal sogno di fare un qualcosa che di per se stesso è già immenso pensando di poterlo fare con un mese di preparazione, il che ne amplifica la portata e senza essere uno specialista del triathlon - spiega - Indimenticabili le partite alla Dogali dove appena sedicenne venivo schierato titolare nel Carrara Basket in serie B. Una atmosfera magica, tutto esaurito due ore prima. La mia miglior partita con un canestro dall'angolo allo scadere che sancì la vittoria contro la Libertas Livorno. La città a fine anni settanta viveva di basket e di calcio, ricordo con grande ammirazione il Carrara Basket del campionato 1977 , la squadra più forte di sempre a Carrara, molto vicina alla serie A e la "mia" Audax dominatrice del campionato 1992». «Nel fondo - continua - le medaglie del gruppo elite alla Vasaloppet ed il nono posto in staffetta con la responsabilità, tutta sulle mie spalle, di arrivare al traguardo» .

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«Ho avuto la fortuna di essere stato educato sportivamente al meglio da adolescente credo, infatti che tutto quello che ho fatto nel post- basket abbia antiche radici. Poi passione, determinazione ed il sapore delle sfide hanno fatto il resto» . Una passione che Massimo fa convivere con il lavoro. «Ironman a parte, non faccio mai più di 5-6 ore di attività alla settimana nei ritagli di tempo, che servono anche ad eliminare lo stress del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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