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Allarme a Vinca per la chiusura dell’ufficio postale

FIVIZZANO. Chiuso l'ufficio postale di Vinca dal prossimo sette settembre. A darne notizia, non senza fare polemiche, è il capogruppo di minoranza di Uniti per Vincere-Lega Nord, Giuliano Novelli....

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FIVIZZANO. Chiuso l'ufficio postale di Vinca dal prossimo sette settembre. A darne notizia, non senza fare polemiche, è il capogruppo di minoranza di Uniti per Vincere-Lega Nord, Giuliano Novelli.

«All’inizio dell’anno – scrive l'esponente di minoranza - era arrivata la notizia che Poste Italiane, che opera in regime di monopolio, aveva deciso di chiudere parecchi uffici postali in Toscana tra cui quello di Vinca, aperto solo una volta a settimana. Nonostante il ricorso al Tar, presentato dal sindaco Paolo Grassi e le minacce del presidente della Regione sui finanziamenti erogati alla società, dal 7 settembre l’ufficio di Vinca chiuderà definitivamente con un enorme disagio per la popolazione, prevalentemente anziana».

Novelli comunica che nel febbraio scorso, su sollecito dei alcuni abitanti di Vinca, aveva presentato una interpellanza per discutere del problema in consiglio comunale «che poi non era stata esaminata - afferma lo stesso - in quanto, per l’approssimarsi delle elezioni regionali, Poste Italiane aveva sospeso tutto. Passate le elezioni si è abbattuta la scure dei tagli».

Ma le polemiche non si fermano qui considerato che il capogruppo di Uniti per Vincere ricorda un altro episodio: «alcuni abitanti di Vinca avevano poi tolto il testo dell’interpellanza, affisso all’ufficio postale, in quanto erano stati rassicurati da Loris Rossetti che il presidente Rossi avrebbero risolto tutto. Forse la chiusura – commenta Novelli - era la loro soluzione al problema».

E sulla vicenda interviene anche Erika Moscatelli, presidente di Uniti Per Vincere, che ricorda la funzione sociale svolta da queste strutture «utilizzate soprattutto da persone anziane per ritirare la pensione, pagare le bollette dei servizi pubblici, e tutte le tasse salate di Comune, Provincia, Regione e Stato».

Infine un suggerimento da parte di Novelli e Moscatelli per ovviare ai disagi: «E’ necessario istituire un servizio navetta, con frequenza settimanale, con il costo a carico del Comune che porti gli abitanti all’ufficio postale di Monzone come già fatto dal sindaco di Casola per gli abitanti della frazione di Codiponte che vengono accompagnati nel capoluogo casolino». ( m.l.)

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