Il Tirreno

Il prof Dell’Arsina nasceva 100 anni fa Genio e bacchetta

Il maestro ha insegnato a suonare a generazioni di massesi Due ex allieve rivelano gli aneddoti e lo rimpiangono

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Evento in terra apuana. In questi giorni ricorre l’anniversario della nascita di una pietra miliare della musica massese: il maestro Alberto Dell'Arsina. Il professore nasceva il 25 agosto del 1915 (è morto il 3 giugno del 1995); sì, il professore, è cosi che lo chiamavano i suoi alunni, dai più piccoli fino ai diplomandi. Lui era il maestro Alberto Dell'Arsina, che con la moglie Liana e la figlia Anna, per più di 40 anni ha dato vita alla scuola di pianoforte che ha visto passare al suo interno la maggior parte di persone che oggi a Massa si occupano di musica.

Chi voleva avvicinarsi alla studio del pianoforte iniziava andando a lezione dalla moglie o dalla figlia e solo in prossimità della preparazione dei primi esami al conservatorio accedeva alle lezioni dal Professore. Nelle parole di due sue ex alunne, Alessandra Simonini e Francesca Coarelli (le ultime due diplomate della scuola, rispettivamente 57° e 58° diploma), l'emozione del ricordo ripensando ai tempi andati. «Ricordo ancora quando da piccoli passavamo davanti alla porta della stanza dove lui faceva lezione. Avevamo un certo timore, quella figura così imponente e autorevole, quelle musiche così inarrivabili per noi alle prime armi (avrei scoperto in seguito che si trattava degli studi sinfonici opera 13 di Schumann». Una figura carismatica quella del professore che pretendeva molto, esigeva impegno e puntualità, ma era il primo ad essere impegnato, puntale e a dare il massimo a ciascuno dei suoi allievi.

Nelle parole di Alessandra un salto nel passato a quei momenti: «Ripenso, durante le lezioni di gruppo per gli esami di teoria e solfeggio, i pugni che talvolta volavano sul tavolo quando si accorgeva che qualcuno stava affrontando la preparazione con superficialità, ma ricordo anche come ci gratificava, l'ultima lezione prima degli esami, ordinando il gelato per tutti alla gelateria “Da Piero” sotto casa sua. Pretendeva e ci spronava fino all'ultima lezione prima di un saggio o prima degli esami, ma dopo l'esibizione aveva sempre parole favorevoli verso di noi. Era molto attaccato a noi ragazzi e prendeva spesso le nostre parti, anche di fronte ai genitori se mostravano parole di critica per una performance non abbastanza all'altezza».

Dell'Arsina sapeva dare i giusti meriti ai propri allievi. Ancora emozioni negli occhi che brillano della sua allieva mentre rammenta alcuni eventi come quello in cui durante un saggio, dopo aver sentito un genitore lamentarsi perché il proprio figlio aveva reso meno di quello che poteva, il professore alla fine del primo tempo uscì sul palco e disse, davanti a tutti, che se qualcuno non era soddisfatto di ciò che sentiva, doveva prima provare lui stesso il sacrificio dello studio per arrivare ad eseguire un brano musicale, l'emozione poi di suonarlo davanti un salone gremito di gente (il salone degli Svizzeri di palazzo Ducale), e poi poteva permettersi di fare una critica sulle nostre esibizioni.

I saggi di fine anno erano dei momenti di grande spettacolo, con le prime serate al palazzo ducale e quella conclusiva che si teneva al teatro Guglielmi; alcuni anni arrivò addirittura a formare un coro degli alunni della scuola e a far eseguire delle trascrizioni da lui fatte per 4 pianoforti a 16 mani. Momenti che sono rimasti nel cuore e nell'anima di Alessandra e Francesca che ancora ricordano l'esame di diploma: quell'abbraccio alla fine dell'esecuzione e quel pianto liberatorio per la conclusione di un percorso pieno di sacrifici, sì, ma anche di grandissime soddisfazioni. «Un percorso – dicono le allieve - che ci ha visto, per più di 10 anni, incontrare settimanalmente e più, questo grande uomo, che non solo ha trasmesso la passione per la musica, ma che è stato un maestro di vita, insegnando giorno dopo giorno che si può arrivare ad ottenere ciò che ci prefiggiamo, con impegno, sacrificio, umiltà e tenacia». Il ricordo della gentilezza dei suoi modi non si cancella tanto facilmente.

Vittoria Bertelloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa