Gioco
La famiglia dice no all’autopsia la morte di Luca resta un mistero
Mamma e papà Castagnoli hanno firmato rinunciando a eventuali richieste di risarcimento all’Asl Hanno dato il consenso per l’espianto delle cornee. Per i medici la causa del decesso resta l’infarto
MASSA. Niente autopsia, i genitori di Luca Castagnoli - il ciclista di 26 anni stroncato da un malore mentre scalava la Fortezza - hanno deciso di non sapere quali sono state le cause del decesso. Lo hanno fatto per evitare l’ultimo strazio al figlio. Nonostante l’insistenza dei medici hanno detto di no, firmando anche un documento di rinuncia a qualunque richiesta futura. Insomma, visto che non c’è neppure un’indagine il caso si chiude qui. Con un gesto d’amore, però: mamma e papà hanno acconsentito a donare le cornee di Luca e l’espianto è stato eseguito prima dell’arrivo della Pubblica assistenza di Prato (vedi box) che ha riportato a casa il ventiseienne per l’estremo saluto di chi gli ha voluto bene.
Quindi resta valida l’ipotesi dell’infarto, inspiegabile ma possibile anche per un atleta come era Luca (seppure a livello amatoriale). Aveva superato la visita medica da poco ed era sempre stato bene. Domenica mattina il giovane si voleva allenare in vista di una gara che ci sarebbe stata il giorno seguente. E lo accompagnava lo zio. La preparazione è stata la solita, quella di tutte le altre volte; nonostante fosse in vacanza con la famiglia in Versilia per riposarsi. È stato lo zio a spiegare cosa è successo: prima ha avuto un mancamento, ma si è appoggiato alla bicicletta del suo compagno di sgambata. Poi è crollato, diventando immediatamente cianotico. Il suo cuore non ha reagito né al tentativo di massaggio cardiaco da parte dello zio e neppure alle stimolazioni del medico del 118. L’ambulanza tra l’altro ha impiegato pochissimo tempo per raggiungere la Fortezza. Un tempismo che purtroppo non è servito. Anche se un minimo accenno di ripresa il cuore di Castagnoli lo aveva fatto intravedere, tanto che quando lo hanno messo sulla barella era tecnicamente vivo. Durante il viaggio però il battito è scomparso, portandosi via la sua giovane vita.
Morte improvvisa da sport è la definizione scientifica. Un decesso che però non può essere attribuito all'effetto di un esercizio fisico, ancorché strenuo, su un cuore sano. Eppoi quel tratto della Fortezza non era così difficile. La morte di Castagnoli secondo l’Asl è legata sia all'esercizio fisico, di intensità significativa, sia a un substrato patologico. Probabilmente di natura cardiovascolare. Ma solo l’autopsia avrebbe sciolto i dubbi che restano. Anche perché nei soggetti con più di 35 anni morti improvvisamente durante lo sport il substrato che si incontra più frequentemente all'esame autoptico è l'aterosclerosi coronarica (oltre l'80%): placche di colesterolo all'interno delle coronarie che durante lo sforzo possono fessurarsi e “trombizzarsi” (si forma su di essi un coagulo sanguigno) ostacolando improvvisamente il flusso alle cellule miocardiche di quella zona. Molto più raramente l'aterosclerosi coronarica può essere responsabile di morte improvvisa in soggetti con meno di 35 anni. In questi soggetti si riscontrano più frequentemente anomalie congenite dell'origine e del decorso delle arterie coronarie e malattie del miocardio, anche di origine genetica. Chissà se Luca aveva un’anomalia di questo tipo. (d.d.)
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