«Sagre, abbiamo già dimezzato i giorni»
L’amministrazione interviene nel dibattito sulle feste estive: «A settembre riapriremo il tavolo delle trattative»
MASSA. Se invece di chiamarla sagra della cozza, fosse stata chiamata sagra dei muscoli, come vengono chiamati a Massa, sarebbero nate comunque le polemiche? Sarebbero state alzate comunque le barricate contro quell’unica sagra che proprio non va giù ai ristoratori? È ciò che si chiede indirettamente Gabriele Carioli, assessore alle Attività produttive e uno delle anime del regolamento delle sagre, quando interviene in merito alla polemica sulle sagre. In particolare su una sagra: quella della cozza che ha preso vita nelle settimane scorse al parco di Ricortola, cambiando quindi quest’anno location, passando da Cervara, la zona dove è nata, al litorale. Una sagra sotto il tiro di ristoratori, commercianti e anche politici, che l’accusano, quando di non promuovere prodotti tipici, quando di non essere a norma, quando ancora di aver cambiato location in modo non lecito.
Un ping pong di accuse e risposte in cui adesso interviene anche l’assessore di riferimento con un primo grande chiarimento: «gli organizzatori avevano e hanno le carte in regola per effettuare la sagra nel rispetto del nostro vigente regolamento». Una sagra, ricorda Carioli, che viene organizzata sul nostro territorio da oltre 15 anni «quest’anno - dice - è il sedicesimo e che forse invece di utilizzare quel nome avrebbe dovuto utilizzare il vocabolo o il sinonimo tipicamente massese cioè muscoli».
Sul tema, l’amministrazione comunale - ricorda Carioli - «è intervenuta modificando per ben due volte il regolamento che disciplina la materia, dopo aver seguito un percorso partecipato con le categorie del settore con più riunioni di concertazione, e un percorso politico amministrativo in commissione promuovendo alcune modifiche che si sono rilevate azzeccate e restrittive, proprio per andare incontro alle continue e giuste lamentele degli operatori commerciali». L’assessore snocciola anche dati per dimostrare “il lavoro fatto”: nel 2013 le feste e le sagre concesse senza deroga e con deroga (circa 70) occupavano ben 451 giorni, nel 2014 sono scese a 168 giorni senza alcuna deroga. Ad oggi siamo a 152 giorni con due deroghe «e credo di poter confermare - continua - che chiuderemo l’anno con 170 giorni complessivi fra feste e sagre; inoltre con la modifica al regolamento, l’amministrazione ha messo in chiaro e richiesto anche i pagamenti di imposte, quali l’occupazione di suolo pubblico e la tassa sui rifiuti e l’obbligo agli organizzatori di concordarsi con Asmiu per il ritiro del rifiuto stesso con servizio a pagamento». Il problema può essere la concentrazione delle sagre in determinate settimane; cosa che si può risolvere - fa sapere Carioli - «facendo concordare gli organizzatori. Mi preme sottolineare - continua - che le feste e le sagre non sono solo momenti conviviali ma anche momenti di socializzazione Permettetemi un po’ di amarcord credo che le feste organizzate da organizzazioni politiche sindacali e associazioni no profit, siano un sistema partecipativo che non ha uguali con i sistemi partecipativi odierni, legati solo all’apparire in social network». L’assessore si dice pronto a ritoccare il regolamento, qualora ce ne fosso bisogno, e per questo verrà convocato a settembre un tavolo di concertazione; «con dati alla mano discuteremo sulle eventuali migliorie per poi condividerle con la commissione Attività produttive», fa sapere. «Non entro nel merito del recupero delle colonie - conclude, rispondendo al coordinatore del circolo pd di Ricortola, Francesco Bennati - ci sarà tempo e modo di approfondirne all’interno del partito e fuori con il regolamento urbanistico. Non me ne voglia il mio amico segretario del circolo, però un altro atto compiuto da questa amministrazione è stato quello di dotare ulteriormente di una spiaggia interamente libera la Partaccia grazie agli operatori economici presenti in quella zona con l’occhio vigile di Ageparc».
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