La manifestazione
Minacce a consigliere e cittadini
San Carlo, volantini intimidatori nel cimitero. Gli abitanti: non dormiamo più
MASSA. «Ortori smetta di fare politica e di difendere quei delinquenti dei suoi compaesani, o ci vorrà il padreterno per tutti voi». È il messaggio apparso in una miriade di volantini a San Carlo, davanti alle case, nelle terrazze delle abitazioni, nella piazza principale e addirittura nel cimitero. Un atto che va avanti da tempo, ma che negli ultimi giorni si è intensificato tanto che gli abitanti si dicono «stanchi e preoccupati» e pronti a esporre denuncia.
Nei volantini appaiono infatti scritte e offese rivolte a alcuni dei residenti di San Carlo definiti delinquenti, vandali. Tra i principali destinatari del messaggio è il consigliere Simone Ortori, di Articolo Primo, che già in passato era stato minacciato, anche se indirettamente (il messaggio era riferito a tutta l’associazione culturale in cui era entrato a far parte da poco) con un messaggio lasciato su una macchina «Fatevi i c.... vostri! » . E poi un chiaro messaggio sulla fine che avrebbe potuto fare l’auto dove il minaccioso volantino era stato nottetempo messo. Non uno scherzo, seppur di pessimo gusto, ma una vera e propria intimidazione.
Anche questa volta il messaggio diretto a Ortori è chiaro: «di certe cose non ti dovevi interessare». Punto. Il consigliere già nei giorni scorsi aveva denunciato pubblicato il fatto sostenendo che «lottare per i diritti di tutti è un dovere di chi fa politica e che non ci facciamo intimidire», ma adesso sostiene che il «livello di minacce abbia superato il limite sopportabile per la popolazione».
A prendere parola questa volta sono anche i cittadini, che fanno sapere che hanno già pronta una denuncia. Quasi ogni giorno infatti si trovano la strada e le case stracolme di volantini. «Non ne possiamo veramente più - chiarisce Marta Lorenzetti figlia Gildo Lorenzetti, una delle persone più prese di mira da questo atto intimidatorio - Tutto il paese si sente costantemente sotto minaccia, nonostante ormai è chiaro chi sia l’artefice. Per questo siamo pronti a denunciare».
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