Proteste
Il genio di Leonardo approda a Lusuolo
Resterà aperta fino a dicembre la mostra delle riproduzioni di codici, appunti e progetti di Da Vinci
MULAZZO. Il castello di Lusuolo, che torna al suo antico splendore dopo diversi interventi di restauro, ospiterà all’interno delle sue sale una mostra che celebra una delle figure più luminose della storia della cultura italiana: Leonardo Da Vinci. Inaugurata ieri. l’esposizione resterà aperta fino a dicembre per consentire ai visitatori di comprendere come il genio di Da Vinci abbia influenzato il corso della scienza e dell’arte nella storia. I protagonisti di questa mostra sono i codici, ovvero quella serie di memorie, appunti, scritti dal poliedrico artista nella sua spasmodica ricerca del sapere. A oggi esistono circa 8mila fogli di appunti, circa 16mila pagine, anche se si stima che l’intera produzione scritta sia stimabile tra le 60 e le 100mila pagine, disperse nel corso della storia, in quanto passate di mano in mano, prima in eredità all’allievo Francesco Melzi e in seguito allo scultore Pompeo Leoni, quest’ultimo, per commerciali più facilemente, li suddivise in diversi gruppi, mutandone l’aspetto originario.
Da allora errarono di corte in corte e tuttora sono suddivisi in diverse collezioni private. Altra caratteristica che tali fogli possedevano erano il codice in cui erano scritti, da destra verso sinistra, per renderne più difficile la lettura e fare in modo che non venissero carpiti i segreti e le rivelazioni che Da Vinci ebbe nella sua Naturalmente quelle in esposizione non sono gli originali, ma sono riproduzioni, accurate, ad opera di Alessandro Tartaglione, mediante l’utilizzo della tecnica della scultura della carta. Si tratta di esemplari che replicano meticolosamente e nei minimi dettagli i testi di Da Vinci. L’opera di Tartaglione avviene attraverso una riproduzione mediata da tecniche artigianali e umane. Il suo lavoro è incentrato sul Codice Leister, il Codice del Volo degli Uccelli, il Codice Foster (I, II e II), il Manoscritto A e o Disegni Anatomici della prima e della seconda serie, con una selezione dei materiali, dalla carta sino alle sostanze della tintura ed alle sete degli involucri, con una ricerca, minuziosa, sui procedimenti colorazione e lavorazione della carta. E quest’ultima è stata lavorata in modo da riproporre le variazioni che avrebbe subito a contatto con gli agenti atmosferici, col il suo colore che varia dal color sabbia al rosso mattone, per giungere fino al blu cobalto, modulato, e ai giallorossi della scrittura. Queste caratteristiche dipendono anche dai materiali che lo stesso Leonardo Da Vinci disponeva per disegnare e annotare le sue osservazioni. Insomma un appuntamento da non perdere per essere traghettati all’interno dei pensieri di una delle più menti più luminose della storia umana, vivendo quelle che sono state le sue supposizioni, congetture, progetti ed invenzioni, osservando come uno spirito d’ingegno, da solo, potesse cambiare il mondo.
Cristiano Borghini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
