Il Tirreno

Cittadini e sindaci in marcia per salvare gli uffici postali

Cittadini e sindaci in marcia per salvare gli uffici postali

In 200 hanno sfilato per le vie di Aulla contro la chiusura delle sedi di Serricciolo e Caprigliola Silvia Magnani: «In pericolo non solo il servizio di corrispondenza ma anche le attività commerciali»

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AULLA. Duecento persone di Caprigliola e Serricciolo hanno sfilato ieri mattina in via Resistenza per manifestare la loro più ferma contrarietà alla chiusura degli uffici postali nelle frazioni aullesi, annunciata da Poste Italiane spa per il 7 settembre. Manca, quindi, ben poco tempo per scongiurare le chiusure, ma i primi ricorsi al Tar dei Comuni toscani interessati da tagli e ridimensionamenti saranno discussi il 3 settembre e dal loro esito si capirà anche quale sarà il destino dei 5 uffici postali di Caprigliola, Serricciolo, Filetto di Villafranca, di Montedivalli di Podenzana e Vinca di Fivizzano. Non a caso, la manifestazione di piazza, aperta dallo striscione con la scritta “Giù le mani dalle poste della Lunigiana”, ha visto la partecipazione non soltanto del sindaco, Silvia Magnani, ma anche della parlamentare Martina Nardi, dei sindaci di Fivizzano, Paolo Grassi, di Podenzana, Riccardo Varese e di Tresana, Matteo Mastrini, dell'assessore comunale villafranchese Davide Barater, del presidente dell'Unione di Comuni, Riccardo Ballerini, e dell'Uncem Toscana, Oreste Giurlani. Nel corteo si distingueva la battagliera presenza di Carlo Ermanni di Caprigliola, il quale, armato di megafono, arringava la folla, gridando “Vergogna!” e “Basta con la politica dei tagli, tagliate la mafia, tagliate la corruzione!”.

Poi, in sala consiliare, Silvia Magnani ha dato appuntamento alla manifestazione regionale del primo settembre, attaccando «l'atteggiamento vergognoso di Poste Italiane» e sottolineando che «se viene meno l'ufficio postale, vengono meno bar e negozi, con tutti i riflessi sociali del caso». Giurlani ha detto che «la gente che paga le tasse, ha il diritto di avere in cambio servizi», parlando delle decine di migliaia di firme raccolte in Toscana. Sulle poste come tema sociale, insisteva Martina Nardi, mentre Ballerini diceva che «il Governo dovrebbe riconoscerci dei vantaggi come zona disagiata, non tagliarci gli uffici postali». Grassi ha accusato il Governo di «non parlare della montagna, che si sta spopolando». Ad alzare i toni è stato Mastrini che ha invitato la Regione a «recedere da accordi e convenzioni con le Poste» e gli utenti «a togliere i conti correnti». Barater ha sottolineato che «l'età media della popolazione è più alta qui, pertanto, gli anziani vanno agli sportelli fisici, davvero non usano Internet». Infine gli interventi di Cgil e Cisl.

Gianluca Uberti

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