Il Tirreno

Campi sportivi e palestre in rovina

di Melania Carnevali
Campi sportivi e palestre in rovina

Le società senza fondi per la manutenzione degli impianti

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MASSA. Servizi igienici fatiscenti o con barriere architettoniche. Rete rotte, intonaco che cade, buchi nell’erba e pareti vandalizzate. Questa - prendendo spunto dai fratelli Cohen - non è una città per lo sport. È in questo stato infatti che troviamo la maggior parte delle strutture sportive nel territorio, da quelle delle scuole, che subiscono lo stesso iter di degrado e fatiscenza degli istituti, a quelle sparse nel territorio e date in gestione a associazioni sportive, il più delle volte, con un accordo “informale” a mo' di patto fra amici, piuttosto che attraverso una convenzione strutturata che stabilisca chi, cosa, quando e quanto debba gestire. I vecchi bandi di concessione, infatti, prevedevano una somma annuale, con la quale la società doveva sostenere le spese di gestione e la manutenzione. Adesso invece la quota è una tantum. E il risultato è che le società si trovano schiacciate tra la mancanza di risorse e una struttura che lentamente cade a pezzi.

Il campo di Ricortola, ad esempio, è uno degli impianti sportivi con la vita più travagliata. La gestione è stata affidata alla Asd Ricortola con un contributo di 10mila euro a favore della società, la quale doveva pagare però un canone di 1500 euro; tutte le utenze e spese di manutenzione ordinaria sono poi a carico del gestore. Il canone però è stato pagato solo un mese nel 2014, proprio perché la società si è dovuta sobbarcare la spesa del rifacimento completo dell’erba nel campo principale per un costo di 50mila euro, più 15mila euro di manutenzione. Tuttavia i problemi in quella struttura rimangono tanti, a partire dal fatto che l’impianto sportivo è stato assegnato senza il rilascio da parte del Comune della conformità degli impianti (elettrico e termico). Per gli spogliatoi poi gli atleti utilizzano due box prefabbricati, tipo container, e i servizi igienici non sono a norma per disabili.

Passando poi al campo da calcio da Romagnano, affidato allo Sporting Massese Ssd per la durata di 15 anni (il Comune finanzia per 10 mila euro, a fronte di un pagamento del canone annuo da parte delle società di 3mila euro), la situazione non va certo meglio. Il progetto di miglioria presentato dalla società prevedeva una spesa totale intorno ai 251 mila euro per: una nuova sede societaria, una nuova tribuna coperta, manto in erba sintetica nel campo secondario e sostituzione parziale della rete di recinzione. Di tutto questo è stata cambiata solo la rete; la società non ha chiaramente fondi per potere portare avanti gli interventi. E così rimane tutto com’è.

Sono andati avanti spediti invece i lavori al campo dei Ronchi la cui gestione è in mano alla Acd Tirrenia. Il progetto di miglioria in questo caso ammontava intorno agli 80 mila euro e prevedeva: il rifacimento del manto erboso del campo (fatto), la sostituzione della rete di sicurezza dietro le porte (fatto), l’allestimento del campetto sussidiario per l’allenamento (anche questo fatto) e realizzazione di un impianto fotovoltaico (non realizzato).

Un buon esempio arriva anche dal campo di Turano, dove la società si è rimboccata le maniche a ha messo a nuovo tutto l’impianto anche grazie all’aiuto dei genitori.

Adesso qualcosa dovrebbe cambiare. E’ arrivato ieri, infatti, in commissione Sport del Comune, presieduta da Giancarlo Casotti, il nuovo regolamento per l’affidamento degli impianti sportivi. Ed è arrivato proprio dopo la pressione fatta dai commissari per un “riordino” della materia. «Abbiamo fatto relazioni sullo stato degli impianti sportivi e le abbiamo mandate al dirigente di settore e al sindaco - spiega Casotti - i quali hanno capito che bisognava fare chiarezza e mettere in condizione tutte le società sportive di partire alla pari».

Ma da tutto questo rimangono fuori gli impianti sportivi delle scuole che invece sono costretti a risentire del degrado che attanaglia l’edilizia scolastica. Da uno degli ultimi sopralluoghi dell’ufficio sport del Comune emerge un quadro sconfortante. Emergono palestre con parquet con listelli rialzati, pareti prive di intonaco, attrezzature rotte, vetri rotti, muffe, docce non funzionanti e molto altro. A dimostrazione che, no, questa non è una città per lo sport, anche se non sempre per colpa sua.

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