Il Tirreno

«Quella donna ci ha rubato la casa»

«Quella donna ci ha rubato la casa»

La storia del nonnino che sposa la collaboratrice domestica. La figlia: «Dopo la sua morte ha buttato tutto»

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MASSA CARRARA. Claudia quando racconta quello che è successo alla sua famiglia si commuove: «Quella donna ci ha rovinati, prima eravamo felici». La donna è una romena che Claudia aveva trovato grazie alla parrocchia: «Le avevo affidato mio padre proprio per quello, ero tranquilla perché mi era stata segnalata dal don. Invece dovevo stare attenta a quello che stava tramando alle nostre spalle». La straniera per qualche mese sta con il nonnino notte e giorno, gli fa da mangiare, lo cambia e lo mette sulla sedia a rotelle o sul letto a seconda se deve alzarsi o andare a coricarsi. perfetta. Non sgarra mai. Tutti le vogliono bene, soprattutto l’anziano. E lei, secondo Claudia, se ne approfitta: «Si sono sposati a nostra insaputa e lui le ha intestato due appartamenti. Per un periodo non sono potuta neppure andarlo a trovare, me lo ha fatto vedere soltanto quando è stato ricoverato ed era ormai in coma». Già perché il vecchietto se ne è andato, lasciando tutto quello che aveva alla colf: «È un’ingiustizia - spiega la figlia -, non credo neppure che riusciremo a dimostrare che era incapace di intendere e di volere. Ora quella donna sta nell’appartamento dove siamo cresciuti io e mio fratello e tocca le cose di mio padre e di mia madre. Ha buttato, senza neppure chiederci se volevamo tenere i ricordi di una vita. Ogni volta che passo da lì mi viene un tuffo al cuore, bisogna stare attenti quando ci si mette in casa un estraneo, purtroppo l’ho imparato a mie spese».

Quello di Claudia è un caso limite di una giugla di disavventure capitate alle famiglie che hanno trovato una badante senza scrupoli. Lei ha deciso di raccontarci la sua storia dopo aver letto delle rivendicazioni che fanno le lavoranti in tribunale: «Se ne approfittano del fatto che noi non possiamo prenderci cura dei nostri anziani, a volte li picchiano quando non ci siamo. È davvero un’ingiustizia, ci ha portato via il patrimonio che i miei genitori avevano accumulato facendo tanti sacrifici».

Sono tante le badanti che convolano a nozze con l’assistito. Ma i guai non si limitano qui. C’è anche una colf è stata sgamata dopo aver richiesto delle spettanze che non erano dovute: i parenti della nonnina grazie al vicinato sono riusciti a dimostrare che non solo non l’accudiva tutte le ore per cui era pagata, ma spesso la lasciava sulla sedia a rotelle per ore e ore davanti alla televisione. La vecchietta non poteva parlare e quindi non si lamentava mai, nonostante quello che subiva.

C’è pure il rovescio della medaglia, però. Due fratelli massesi per esempio si sono visti recapitare una lettera da un avvocato che per conto dell’ucraina che ha accudito il loro anziano genitore pretende il pagamento di quindicimila euro. Era stata regolarizzata per quattro ore al giorno, cinque giorni alla settimana: la donna ha sempre lavorato di più, sia come ore che come giorni. Non c’era domenica, non c’era riposo infrasettimanale. Anzi per qualche mese, gli ultimi del vecchietto, ha anche dormito accanto al paziente perché i figli non potevano darle il cambio. E tutto per settecento euro al mese. Dopo il funerale la signora ha chiesto di avere tremila euro, la differenza tra il part time e il tempo pieno che aveva fatto. Le hanno risposto picche e così lei è andata al sindacato e si è fatta conteggiare tutte le spettanze. Volevano picchiarla, è intervenuta la polizia e lei li ha denunciati.

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