Il Tirreno

Non si pagano i lavori fatti l’allarme delle imprese

di Cinzia Chiappini
Non si pagano i lavori fatti l’allarme delle imprese

Un sondaggio di Confartigianato mette in luce insolvenze e allungamento dei tempi di riscossione. Bertazzoni: «Le aziende hanno bisogno di aiuto»

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MASSA CARRARA. Confartigianato Imprese di Massa Carrara, lanciano l’allarme: la crisi attanaglia ancora il nostro territorio e si fa sentire soprattutto con i riscontri negativi su ordini e fatturati e nella riscossione dei crediti. Lo sostiene l’associazione di categoria, sulla base dei risultati del sondaggio condotto nel mese di luglio: si tratta dell’undicesima rilevazione dal 2009 a oggi, secondo la quale, l’uscita dalla crisi, non sarebbe affatto a portata di mano.

Le 150 imprese interpellate sono così suddivise: il 41% opera nel settore manifatturiero, il 25% nei servizi, il 27% nell’edilizia e il 7% nei trasporti: si tratta di realtà di piccolissime dimensioni, perché la maggior parte degli intervistati (60%) ha un massimo di 15 dipendenti, il 24% non ne ha nessuno e solo il 16% ne ha più di 15. Il quadro che emerge dalle risposte dei 150 imprenditori è netto: per il 58% di loro la crisi finanziaria si fa sentire su investimenti e accantonamenti, mentre addirittura l’80% parla di riscontri negativi su ordini e fatturato.

Anche l’aumento delle difficoltà di riscossione si è molto acuito, con il 73% delle imprese che incontra problemi a riscuotere i crediti dai privati: l’85% a causa dell’allungamento dei tempi di pagamento, il 54% per altre insolvenze, mentre il 6% ha problemi dovuti alla diminuzione dei clienti privati. Ma le aziende di Confartigianato puntano il dito anche contro le banche: per il 68% degli intervistati, il rapporto da sempre controverso con gli istituti, si è ulteriormente deteriorato, in particolare per il peggioramento delle condizioni (69%), per le difficoltà di accesso al credito (62%) e per i tempi di risposta elevati (31). L’entità dei problemi varia ovviamente a seconda del settore di appartenenza ma anche in base alle dimensioni delle imprese: quelle senza dipendenti soffrono molto per le riduzioni di ordini e fatturato e per i tempi di pagamento, quelle con oltre 15 dipendenti pure, ma in più devono far fronte a vere e proprie insolvenze.

Al di là degli effetti della crisi, secondo i 150 associati di Confartigianato, in cima alla lista dei problemi da risolvere restano i rapporti con il sistema bancario (46%), la burocrazia (39%) e le non semplici relazioni con le amministrazioni locali (34%) ma non manca chi (11%) imputa alla politica le responsabilità.

«La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel primo semestre del 2015 è rimasta a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti negativi sulle imprese» commenta il presidente di Confartigianato Imprese di Massa-Carrara, annunciando che «il tempo delle attese è finito». Anche per questo, spiega Bertazzoni, «le imprese avanzano concrete proposte di rapida attuazione che possano evitare il declino economico e ripristinare un clima più positivo»: la lista si apre con la richiesta di minore burocrazia, minore costo del lavoro ed attuazione da subito di politiche per l’edilizia, per rimettere in moto una filiera importante dell’economia.

«Il sistema politico ed amministrativo – conclude il presidente di Confartigianato - dovrebbe quantomeno riflettere su come si sono espresse le imprese».

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