Italia
Rapina al Lidl, nuovi testimoni aiutano la polizia
Persone che erano alle casse quando c’è stato il colpo hanno chiamato la squadra mobile per aiutare le indagini
MASSA. Svolta nell’indagine sulla rapina al supermercato Lidl di via Marina Vecchia: la squadra mobile è sulla pista giusta grazie ad alcune testimonianze raccolte dagli uomini di Antonio Dulvi Corcione. I clienti del supermercato che lunedì mattina erano andati via prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, dopo aver letto i giornali hanno chiamato gli inquirenti per fornire quegli elementi che ancora mancavano per il riconoscimento dei due malviventi che hanno fatto irruzione nel market impugnando pistola e taglierino. I loro racconti, insieme ai video delle telecamere del circuito interno del Lidl, hanno fatto fare un grosso passo avanti alla mobile. E anche dalla scientifica sono arrivate notizie confortanti. Insomma, il cerchio potrebbe chiudersi ab bastanza in fretta. Anche se la sensazione è che si tratti di una coppia che arriva da fuori. Mentre il terzo uomo, quello che li aspettava in macchina con il motore acceso, potrebbe essere di Massa. Insomma, un quadro che pare già delineato.
La rapina si è consumata lunedì quando mancava una manciata di minuti a mezzogiorno e all’interno del supermercato di via Marina Vecchia c’erano decine di clienti: chi sceglieva tra gli scaffali la merce da acquistare e chi invece era in coda alle casse per pagare. I due uomini erano entrati all’improvviso, indossavano una felpa col cappuccio che avevano calato in testa per impedire alle telecamere del circuito interno di riprenderli. Uno aveva una pistola in pugno (da stabilire se giocattolo oppure no), l’altro un taglierino. Avevano urlato di stare fermi e avevano preso i soldi che c’erano in due delle quattro casse, quelle aperte in quel momento. Il bottino era stato di circa duemila euro. Una scena rapida, ma che aveva terrorizzato chi l’ha vista. Soprattutto i bimbi che erano andati a fare la spesa con mamma e papà. I più piccoli avevano iniziato a piangere e a chiedere aiuto ai genitori.
Quando erano arrivate le volanti e la scientifica ormai i malviventi avevano fatto perdere le loro tracce. Gli agenti avevano provato a ricostruire quello che era accaduto con i testimoni, ma non avevano raccolto granché: c’era chi diceva che i due parlavano con un accento campano (il direttore del supermercato però non aveva confermato), c’era chi assicurava che avevano barba e baffi. C’era un po’ di sconforto tra gli inquirenti, fino a ieri mattina quando sono arrivate le testimonianze pesanti. Quegli indizi che possono far chiudere il cerchio a Corcione e ai suoi uomini.
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