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le difese

Niente riesame per i Mazzi, i Ricci invece ci pensano

MASSA. Niente riesame per Alessio e Elisa Mazzi e Andrea Bonuccelli, lo hanno deciso i loro difensori, gli avvocati Enzo Frediani ed Elena Tongiani. Vista anche la chiusura delle indagini alla difesa...

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MASSA. Niente riesame per Alessio e Elisa Mazzi e Andrea Bonuccelli, lo hanno deciso i loro difensori, gli avvocati Enzo Frediani ed Elena Tongiani. Vista anche la chiusura delle indagini alla difesa non conviene fare un passaggio davanti a un altro giudice perché in caso di pronunciamento negativo sarebbe un autogol. E viste le carte in mano all’accusa difficilmente chi è finito in carcere ha speranza di essere rimesso in liberà. Quindi Frediani e la collega Tongiani hanno deciso di stare fermi. Devono ancora decidere invece i legali di Pablo e Mattia Ricci e Thomas Quadrella, gli avvocati Carlo Biondi e Alessandro Maneschi. Ma più i giorni passano meno possibilità ci sono che i legali possano chiedere la libertà per i loro assistiti. Comunque una decisione verrà presa entro la fine della settimana.

Le accuse più pesanti, dei ventidue capi di imputazione contestate dagli inquirenti, sono legate ai dialoghi tra i membri del clan dei Ricci, la banda ritenuta dominante. La polizia durante le numerose perquisizioni eseguite nel quartiere ha installato le cimici per captare quello che si dicevano gli indagati. E a funzionare sono state quelle messe nelle auto, dove nonostante il fiato sul collo delle forze dell’ordine i protagonisti della faida si sentivano al sicuro. È nella Mercedes di proprietà dei fratelli Ricci che la squadra mobile ottiene le informazioni più eloquenti. In macchina decidono che è il momento di spezzare l’assedio della legge, perché con tutte quelle divise in giro gli affari cominciano a calare. Chi prima si riforniva ai Poggi adesso ha paura e la cocaina preferisce acquistarla da un’altra parte. «Facciamo saltare la procura e mettiamo una bomba anche in questura», questo l’obiettivo del clan. Ma in macchina si discute anche di come mettere fine alla faida. «Bisogna dare una lezione a quelli là». Ed era Elisa a essere al centro dei discorsi tra Pablo e Mattia, propositi criminosi che non hanno lasciato alcun dubbio al gip Ermanno De Mattia, che ha concesso la custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono.

Insomma, tutta roba delicata che il riesame dovrebbe valutare attentamente e quindi per dire la sua impiegherebbe diverso tempo. Tempo che i sei indagati passerebbero lo stesso in carcere. Da qui la scelta di evitare un ulteriore pronunciamento - sicura per i Mazzi, probabile per i Ricci - e di attendere le decisioni della procura: «Preferiamo difenderci a processo, abbiamo più possibilità di esporre le nostre motivazioni», spiega uno dei legali.

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