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La procura vuole il giudizio immediato

La procura vuole il giudizio immediato

Chiusa l’indagine Spari e dispari: le prove raccolte sono evidenti e il pm pensa a una strada rapida per arrivare a sentenza

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MASSA. Già finita l’indagine Spari e dispari, sulla faida dei Poggi: il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono ha inviato l’avviso di chiusura ai legali dei sei ragazzi finiti in carcere: Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella, Alessio e Elisa Mazzi e Andrea Bonuccelli potrebbero finire a processo già all’inizio dell’autunno. Con un procedimento che potrebbe arrivare a sentenza in poche udienze. La mossa del pm fa pensare al giudizio immediato per i sei indagati: si tratta di un rito speciale del diritto processuale penale, caratterizzato dalla mancanza dell'udienza preliminare. Gli organi competenti sono il pubblico ministero e il gip. Tra i requisiti: l'evidenza della prova o provvedimento di custodia cautelare in carcere o domiciliare. E in questo caso sussistono entrambi. Uno dei processi col rito immediato che si è celebrato a Massa è quello sull’appaltopoli in carcere, con imputato l’ex direttore della casa circondariale di via Pellegrini Salvatore Iodice.

Dello Iacono ritiene le prove acquisite dagli uomini della squadra mobile sufficienti per far condannare i protagonisti della faida tra i Mazzi e i Ricci. Ancora non ha fatto alcuna richiesta, ma l’invio dell’avviso di chiusura indagini è un segnale che l’intenzione della procura è di accelerare i tempi. Anche per la pericolosità dei soggetti. Se giudizio immediato sarà tre le opzioni percorribili per le difese: chiedere il giudizio abbreviato, il patteggiamento o il processo ordinario. Il giudizio abbreviato si celebra a porte chiuse e l'eventuale condanna vede la pena ridotta di un terzo (la decisione viene presa sulla base di quanto è stato raccolto durante le indagini preliminari, anche se la difesa può chiedere l'assunzione di determinati testimoni); il patteggiamento prevede una pena concordata (e congrua). Resta poi il processo ordinario, andare davanti al giudice con i 22 capi di imputazione a carico e cercare di smontare le prove raccolte dagli uomini di Antonio Dulvi Corcione. Va detto che il fascicolo si basa molto sulle intercettazioni ambientali effettuate mentre i soggetti iscritti nel registro degli indagati erano in macchina. Sono soprattutto i Ricci a essere messi peggio da questo punto di vista, dato che la polizia ha seguito Pablo e Mattia mentre progettavano l’attentato alla procura. Ci sono anche i dialoghi del momento in cui scelgono il punto esatto dove piazzare l’ordigno. Ma pure per i Mazzi si può procedere con l’immediato. Anche se alla fine gli avvocati dei ragazzi potrebbero approfittarne per ottenere lo sconto della pena con i riti alternativi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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