Il Tirreno

I ragazzi di don Piero puliscono il parco per i bambini

di Alessandra Vivoli

I quarantadue profughi ospiti della parrocchia di Bonascola hanno voluto fare un regalo al paese che li ha accolti

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CARRARA. Sono a Bonascola dal 24 giugno e prima di lasciare il paese (fra pochi giorni, alla fine agosto) hanno deciso di dare una dimostrazione di affetto a tutti coloro che, in questi mesi, li hanno accolti a braccia a perte, facendoli sentire a casa.

L’integrazione, in questa piccola storia, passa anche attarverso la rimessa in sesto di un fazzoletto di terra, con qualche giochino, proprio dietro la chiesa: i profughi di Bonascola lo hanno voluto mettere a posto e riconsegnanrlo a tutti i bambini.

E così, grazie anche a don Piero Albanesi e insieme a lui, i 42 profughi (arrivano da Nigeria, Bangladesh, Eritrea) che sono ospiti nella parrocchia di Bonascola su disposizione della Prefettura che ormai da tempo utilizza questo punto di appoggio oltre alla orima accolgienza nella Casa Faci di Massa, si sono messi a pulire il pezzo di verde dietro la chiesa, quello in cui vanno a giocare i bambini e che, purtroppo versa da tempo nel degrado.

Appuntamento di prima mattina, guanti di gomma, maniche rimboccate e tanta voglia di darsi da fare: il gruppo ha lavorato per ore e alla fine, sotto gli occhi vigili di molta gente del paese che è salita a dare un’occhiata, a dare una mano perchè qui in paese usa così e quella bella inziativa di ridare ai bambini un parco pulito ha avuto tante adesioni spontanee.

I ragazzi di don Piero, come li chiamano a Bonascola, hanno tirato tutto a lucido. Tolto le carte, le lattine e le bottiglie vuote. Ma anche tagliato le erbacce accanto ai giochini. E perfino zappato la terra, laddove era tutto secco e brullo per dare un senso di nuovo e di rinascita in quella piccola area verde dietro la chiesa del paese.

«È stata un’idea loro, dei 42 ragazzi che ospitiamo in parrocchia - spiega don Piero con grande naturalezza - volevano lasicare una cosa buona, a dimostrazione di quanto siano stati bene nel periodo trascorso qui».

E non è la prima volta chei profughi, o meglio i ragazzi di don Piero, vengono impiegati per fare nqualcosa di utili alla comunità, nel segno dell’integrazione e della collaborazione.

Nel novembre scorso furono impegnati ad aiutare la gente di Marina di Carrara alla prese con i danni dell’alluvione. Don Piero e i suoi ragazzi erano instancabili: hanno ripulito garage, fondi, hanno aiutato le famiglie colpite così duramente dalla forza del fiume e del fango, a poter salvare il salvabile, a recuperare oggetti cari e ricordi. E, soprattutto, in quei momenti così difficili e tristi, hanno portato il loro sorriso, la loro voglia di mettersi a disposizione degli altri. Senza chiedere nulla, senza risparmiarsi.

Ora, prima di andare via, i quarantadue ospiti della parrocchia di Bonascola, che nel frattempo hanno volti ma non semrpe storie diverse da quelli che hanno dato una mano nel difficile post alluvione di Marina, hanno voluto pensare ai bambini: e rimettere a posto, per loro il parco giochi. Un regalo che, grazie al loro sudore e al loro impegno questi quarantradue profughi hanno lasciato al paese di Bonascola dove la convivenza e l’in tegrazione sono riuscite appieno. Grazie anche a un parroco che, con le maniche rimboccate e gli stivali di gomma, è sempre il primo a darsi da fare. I paesani, qui lo sanno tutti e proprio epr questo in molti ieri mattina hanno dato l’esempio e si sono messi a lavorare. A ripulire tutti insieme il parco dei bambini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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