Il Tirreno

Moria di volatili uccisi da un batterio

di Melania Carnevali
Moria di volatili uccisi da un batterio

Almeno trenta le carcasse trovate nel Brugiano e nel Carrione

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Continua la moria di uccelli acquatici nel territorio. Come se si fosse diffusa un’improvvisa peste, anatre e oche stanno morendo, una a una, ora dopo ora, come uno stillicidio, mai visto. Dopo la strage di domenica nel Fosso Brugiano, dove sono stati trovati quindici animali morti, altre carcasse sono state trovate ieri mattina a Avenza dentro un Carrione ancora imbiancato dalla marmettola scesa dalla cave durante le giornate di pioggia. Trenta, per la precisione, gli uccelli trovati nel corso d’acqua senza vita, messi in un sacco nero e poi portati via. Proprio come bestie. Altre due carcasse poi sono state trovate sempre nel Fosso Brugiano, accerchiate da altre anatre e oche stordite in cerca forse di uno spazio dove lasciarsi morire.

Inizialmente si pensava che venissero uccise, dal momento che molti uccelli sono stati trovati con fori larghi anche due millimetri sul corpo (proprio la larghezza di un proiettile) e che i residenti sostenevano di aver sentito spari durante la notte. Altri ipotizzavano che la moria fosse causata invece dalla marmettola che da giorni sta imbiancando i corsi d’acqua apuani. In realtà, benché non siano da escludere questi due elementi come concause, la causa sembra essere l’assenza di ossigeno nell’acqua che avrebbe causato a sua volta la diffusione di un batterio fatale per gli uccelli che si nutrono in quelle acque. Il condizionale è d’obbligo dal momento che sono ancora in corso gli accertamenti. Certo è che quella di quest’anno è stata una delle estati più calde e più secche degli ultimi anni (chi dice degli ultimi trenta e chi sessanta) e che l’habitat degli animali è stato completamente stravolto.

Sul posto in questi giorni, oltre ai carabinieri, alla polizia provinciale e alla Asl, sono intervenuti anche i volontari della Vega soccorso di Viareggio, che si occupa proprio degli animali selvatici e che hanno tratto in salvo una decina di germani, tre oche e una gabbianella. Ed è probabile che dovranno intervenire anche nei prossimi giorni.

Il sindaco di Massa, Alessandro Volpi, e la vicesindaca di Carrara, Fiorella Fambrini, hanno firmato un’ordinanza congiunta di divieto di accesso agli alvei e nei pressi degli argini del torrente Lavello, nel tratto compreso tra via provinciale Massa Avenza e il mare, tra via delle Pinete e via Massa Avenza e del Fosso Brugiano, nel tratto tra via Gramsci e via Montegrappa (le zone dove si è verificata la moria) per permettere la rimozione della carcasse. Zone che verranno recitante e dove sarà vietato l’accesso anche, o soprattutto, ai cani per evitare che si avvicinino alle carcasse. La decisione è stata presa durante una riunione con i medici di igiene pubblica della Asl.

Una misura in extremis che arriva a oltre una settimana dalle prime segnalazioni. Il primo caso di moria si è registrato nel Lavello qualche settimana fa; dopo accuse di inquinamento, maledizioni e analisi Arpat si scoprì che la causa era l’assenza di ossigeno nell’acqua, proprio la stessa che ha provocato la moria di pesci a Orbetello mettendo in ginocchio tutto il settore della pesca. Poi più nulla, fino a una settimana fa, quando anatre, oche e germani hanno iniziato a morire, come foglie, in più punti nel territorio.

E tutto questo sotto gli occhi di passanti, di turisti, di bambini, perché quelli sono anche un po’ i luoghi simbolo di una città per ogni bimbo: le oasi felici di animali, dove si va con il nonno o il papà a dare le molliche ti pane ai quei simpatici pennuti e a vederli giocare con gli schizzi d’acqua e camminare in modo strano come solo le anatre sanno fare e dire “guarda che buffi papà”. E invece lo scenario in questi giorni è stato tutt’altro: una carneficina. Carcasse ovunque, gli uccelli rimasti che vanno, d nessuna parte, confusi, e la tristezza nel volto di chi assiste a tutto questo.

In tutto si calcola che siano morti almeno sessanta uccelli acquatici, tra il Fosso Brugiano, il Lavello e adesso anche il Carrione. Ma anche in riva al mare sono stati trovati cinque gabbiani senza vita.

L’ordinanza di divieto rimarrà in vigore fino a quando non saranno rimosse tutte le carcasse e la zona sarà disinfestata. E ovviamente in attesa che animali smettano di morire.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web