Sicurezza
Ronde a S. Carlo e foto a chi carica lucciole
Tornano i “volontari della sicurezza” di Benedetti e solidarizzano con una donna che protesta per l’alloggio
MASSA. Non cessa l’allarme furti a San Carlo, dove la popolazione si mobilita, chiede una più forte presenza di forze dell’ordine e intanto, ne abbiamo dato notizia ieri, opta per il “fai da te”, organizzando dei controlli con auto e passeggiate lungo le strade del paese. Non le chiamano ronde ma ci assomigliano.
Così come somiglia molto alle ronde l’iniziativa messa in atto la notte scorsa da Stefano Benedetti e da una decina di volontari del neonato “Comitato sicurezza e soccorso sociale” (tre esse che richiamano alle Sss che tanta polemica destarano alcuni anni fa ). «L’altra notte – spiega lo stesso Benedetrti – abbiamo effettuato la prima ricognizione del territorio con il comitato Sicurezza e Soccorso Sociale" costituito spontaneamente nella stessa serata da 10 volontari che si impegnano ad operare nel pieno rispetto delle leggi e sempre disarmati. L'attività del comitato che si auto organizza, disponendo di volontari allo stesso livello, consiste nel passeggiare per le strade ammirando il paesaggio e guardando ciò che accade intorno, fino al momento in cui non viene registrato qualche movimento strano o vengono intercettate persone sospette. A quel punto i volontari provvedono ad avvisare telefonicamente le Forze dell' ordine per invitarle a venire sul posto ad accertare la situazione».
L'unica novità, rispetto alle passate esperienze è l’uso di macchine fotografiche per immortalare mezzi o persone ritenute sospette da Benedetti&c. Ma anche per fotografare, come è stato fatto ieri sera sul lungomare, auto che caricano prostitute per strada.
La notte scorsa due pattuglie composte da 3 persone cadauna, dopo aver perlustrato la zona industriale, si sono divise con destinazione S. Carlo e Poggi. Successivamente si sono portate davanti a Villa Serena per incontrare la signora Maria Teresa Chiti che dorme in auto fuori dal centro di accoglienza profughi. La donna contesta all’amministrazione il fatto che Villa Serena venga utilizzata per l’accoglienza profughi ma non per i cittadini in emergenza abitativa. «Invito il sindaco Volpi ad intervenire su questo caso – dice Benedetti – quanto meno per farla soggiornare all'interno della struttura, poichè non è accettabile che una donna invalida e malata continui a dormire dentro un'auto, quando all'interno del centro vi vivono diversi profughi con tutti i comfort del cas».
Il servizio si è concluso con una passeggiata sul lungomare di Marina di Massa dove i volontari hanno fotografato 9 auto con targa mentre caricavano prostitute. Le foto, annuncia Benedetti «saranno rese pubbliche una volta al mese su una pagina di facebook che sarà presto disponibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
