La manifestazione
«Massa è stata poco coinvolta nel dibattito»
Allarme di Italia Nostra: l’amministrazione Volpi deve partecipare in prima persona all’iter approvativo
MASSA CARRARA. Nei giorni in cui il progetto per la realizzazione del porto turistico al Lavello e per l’ampliamento dello scalo commerciale oltre la foce del Carrione è tornato a far discutere, spicca lo scarso coinvolgimento ne dibattito dell’amministrazione comunale massese, che non era presente alla conferenza dei servizi dello scorso 30 giugno, a cui ha partecipato anche la Provincia e neppure alla presentazione del progetto, tenutasi il 5 agosto all’Autorità Portuale di Carrara. A farlo notare è Italia Nostra Massa e Montignoso. «Riteniamo -scrive l’associazione- che, per quanto non coinvolta in prima persona in questo progetto, la nostra amministrazione non possa latitare ma debba essere coinvolta e partecipare in prima persona a tutte le fasi di approvazione dello stesso progetto, dal momento che la costruzione potrebbe avere gravi impatti nel nostro Comune». La paura di Italia Nostra è quella di un peggioramento dell’erosione che ha già devastato Marina di Massa. Ma il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha così replicato: «Non eravamo presenti alla conferenza dei servizi semplicemente perché non abbiamo ricevuto nessun invito di recente. L’ultima volta che abbiamo scritto a Carrara sul porto -ricorda il primo cittadino massese- è stato l’anno scorso. Ci era stata chiesta una nota in merito alla coerenza del progetto di ampliamento del porto con gli strumenti urbanistici del Comune di Massa. Aspettiamo che gli organi competenti si pronuncino sulle valutazioni di impatto nel territorio». Per approntare gli strumenti urbanistici necessari alla realizzazione del porto turistico, 2/3 del quale sorgeranno a Carrara, il Comune di quest’ultima città ha votato una variante al piano strutturale (delibera del consiglio comunale n. 113 dell’11 dicembre 2009) e, insieme a quello di Massa, un “Protocollo d’intesa per il piano regolatore del porto di Marina e per il porto turistico di Carrara e Massa”. I due Comuni hanno votato in contemporanea il 30 dicembre 2009. In base a questo accordo, dunque, l’amministrazione massese avrebbe dovuto esigere di essere convocata alle conferenza dei servizi. Il bando per la progettazione del nuovo approdo per la nautica da diporto al confine fra le due citta saltò perché la Regione, solo a progetti presentati, si accorse che prima di realizzare la maxiopera era necessario attendere l’entrata in vigore del nuovo piano regolatore portuale. In mancanza di questo strumento tutto l’iter venne bloccato e le 6 domande di concessione di aree demaniali marittime per la realizzazione e la gestione del nuovo porto turistico apuano vennero bocciate o perlomeno congelate. Tra esse anche quella presentata dal gruppo del noto imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone.(d.ch.)
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