La manifestazione
«Ma l’ampliamento non servirà a nessuno»
AmareMarina spiega le ragioni del “no”: «Tutto quel cemento devasterà la città noi siamo il partito del “sì”, sono altri a negare il benessere dei cittadini»
CARRARA. «Ecco perché diciamo no all’ampliamento del porto». Lo spiega, in una nota firmata da Carla Gianfranchi e Dariella Piolanti, l’associazione AmareMarina.
«Caro Sindaco, se tiene così tanto al dialogo e alla partecipazione dei cittadini, le ricordiamo che sul porto di Marina i cittadini si sono già espressi con un chiaro "No" all'ampliamento del porto commerciale e per una riconversione del porto commerciale in turistico- si legge nella nota stampa - Tutto questo è scritto a chiare lettere nelle Linee Guida scaturite da Porto le mie idee, materiali che la invitiamo a pubblicare sul sito del Comune affinché siano noti a tutti i carraresi. Questa espressione della volontà civica è avvenuta in un percorso partecipativo consacrato dalla Regione in quanto condotto imparzialmente, scientificamente e con la partecipazione sia dell 'Autorità Portuale che del Comune di Carrara. Quindi non può accusarlo neppure di essere stato di parte, visto che alla organizzazione, conduzione, validazione ha partecipato anche lei».
«Lo sappiamo bene che in quell'occasione ha dovuto bere un calice amaro, ma così è stato. Ma tutto questo l'ha voluto lei e la classe politica ed economica che lei rappresenta, perché noi il dialogo l'abbiamo sempre cercato proponendo soluzioni meno devastanti per la città - prosegue la nota - Soluzioni sempre respinte, poiché a qualcuno non interessa trovare soluzioni condivise e non invasive, ma solo di portare tanto cemento, con tutto ciò che ne è al seguito. Vogliamo spendere due parole anche su quanto affermato da Cna.Cari signori della Cna e di tutti coloro che vogliono l'ampliamento del porto, noi non siamo il partito del "no". Noi siamo il patito del "Si alla vera riqualificazione di Marina di Carrara", del litorale e di tutta la città. Il partito del no caro signor Paolo Bedini siete voi e le amministrazioni da voi appoggiate, dato che alla luce dei fatti da lei stesso citati, siete voi a dire no allo sviluppo di Carrara e al benessere dei carraresi».
«Chi ha creato questo stato di cose? - prosegue la nota - Non certo noi cittadini semplici che non abbiamo accesso alle stanze del potere e dell'economia ma quelle classi politiche ed imprenditoriali che vedono in Carrara un territorio da dissanguare. Qui non esiste più una filiera del marmo e nessuna realtà produttiva perché chi potrebbe farlo non investe sul proprio territorio, perché chi ha a propria disposizione un porto pubblico per farvi interessi privati, ha assottigliato la manodopera portuale da 800 a 140 unità, perché a nessuno dei potentati locali importa null'altro che il proprio personale tornaconto. Vergogna! E noi dovremmo credere alle vostre fandonie sui benefici dell'ampliamento del porto? I benefici saranno solo per la politica locale, per i carrozzoni e per qualche imprenditore del cemento che beneficerà di milioni di euro stanziati dallo stato. Ai carraresi non resterà nulla. E quanto al signor Sodini, ci chiediamo a che gioco stia giocando. Egregio signor Sodini, le suggeriamo di comprarsi quantomeno un binocolo, e di guardare bene verso il mare perché a Marina di Carrara uno sbocco al mare c'è già».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
