Il Tirreno

Allarme marmettola L’Arpat: Frigido a rischio

di Melania Carnevali
Allarme marmettola L’Arpat: Frigido a rischio

«Lo scarto di lavorazione del marmo inquina e può seccare le sorgenti» Per l’agenzia di protezione ambientale l’habitat del fiume è molto alterato

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MASSA. Se nelle cave venissero rispettate le regole e le autorizzazioni vigenti, i corsi d'acqua apuani smetterebbero - o quasi - di colorarsi di bianco. E, inoltre, la marmettola, sì, è proprio un inquinante: distrugge l'ambiente e «non va bevuta». A dirlo non è il solito ambientalista “denunciatore seriale”, ma l'Arpat, l'ente super partes che si occupa di fare tra intermediario - almeno nel nostro territorio - fra le amministrazione locali e i concessionari di cava, in campo di tutela ambientale, e che questa volta interviene in merito alla colorazione bianca del Frigido (a cui la città ha assistito anche nelle settimane scorse) in modo ancora più incisivo e diretto rispetto alle volte precedenti. Partendo proprio dal sostenere che la marmettola, oltre a essere dannosa per l’ecosistema, lo è per salute; questo perché insieme alla polvere bianca «possono esserci altri inquinanti meno visibili», perché durante il taglio con il filo o con la tagliatrice a catena, «il residuo prodotto è contaminato da oli e grassi e da metalli».

Difficile pensare quindi, come osserva anche Arpat, che l’acqua con marmettola si possa bere. Inoltre l’agenzia ricorda che quel fango bianco che scorre nei corsi d’acqua apuani rischia di eliminare del tutto gli habitat di molte specie animali e vegetali e di modificare i processi di alimentazione della falda, perché ha un’azione simile alla cementificazione: «rende più rapido lo scorrimento superficiale delle acque (in pratica è come se il fondo del fiume fosse cementato)- scrive - infiltrata nel reticolo carsico, modifica i percorsi delle acque sotterranee e può essere causa del disseccamento di alcune sorgenti e del loro intorbidamento».

Non è da sottovalutare - continua l’Agenzia - «che l'acqua contenente marmettola in sospensione non può essere utilizzata, oltre che per l'uso potabile, neppure per quello irriguo in quanto avrebbe i medesimi effetti di cementificazione del suolo che si osservano nei corsi d'acqua da essa inquinati». Quell’acqua quindi è inquinata.L’ultima verifica per la determinazione della classe ecologica del Frigido nel tratto terminale del fiume è stata fatta nel 2013 ed è emerso che l’ambiente risulta “molto inquinato o comunque molto alterato”. «Una delle cause di un ambiente così alterato - spiega Arpat - è che durante le prove campo è stata segnalata la cementificazione dei sassi ad opera del materiale fine e quindi la scomparsa di numerosi habitat con le relative specie che li popolano.Arpat adesso lo dice a lettere cubitali».

Ma da dove arriva la marmettola? Arpat spiega anche questo: principalmente dai ravaneti. «L'accumulo degli scarti di cava è stato utilizzato anche per la realizzazione delle strade di arroccamento per i camion.- continua- Insieme ai sassi più o meno grossolani però nel ravaneto ha cominciato ad essere scaricata anche la marmettola». «Se si rispettassero regole e autorizzazioni vigenti - continua Arpat - ci sarebbe molta meno marmettola e materiale di varia granulometria trascinato a valle. Il problema è che alle cave la cultura della gestione delle acque e dei materiali più fini è molto poco diffusa; per i titolari di cava, si tratta solo di costi imposti dalle autorità competenti che si tramutano in un mancato guadagno. Il pensiero da combattere è: “Perché fare tante storie per un po' di sassi lasciati lì?”».

E intanto il Frigido, come tutti i suoi gemelli apuani, si colorano di bianco a ogni pioggia, ferendo la natura, ferendo la città e i suoi abitanti.

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