Il Tirreno

Acqua, poca e non potabile ad Aulla scatta la protesta

A innescarla l’ordinanza comunale di non utilizzo emessa in cinque frazioni Paolo Sordi delegato alle risorse idriche chiede a Gaia un chiarimento pubblico

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AULLA. Monta la protesta contro Gaia, la società per azioni interamente pubblica che gestisce il servizio idrico in gran parte della Lunigiana. Delle partite pregresse, ovvero dei nuovi costi inseriti in bolletta, non si parla più, costi che, tra l'altro, dovrebbero giustificare qualche investimento maggiore.

«Ma questi sono dettagli di poco conto, quello che conta è garantire i lauti stipendi di qualche dirigente» si sente sussurrare tra la gente. Ora l'emergenza, in questa estate torrida, è legata proprio all'approvigionamento idrico di acqua potabile sul territorio. E qui son dolori. Prima la protesta degli abitanti delle frazioni di Agnino e Magliano di Fivizzano e del Masero di Terrarossa di Licciana Nardi, i quali hanno portato lunedì mattina, la loro rabbia ed esasperazione direttamente negli uffici aullesi di Gaia spa. E c'è da comprenderli questi cittadini e a provare a mettersi nei loro panni, visto che da una settimana o non avevano l'acqua in casa, oppure ne sgorgava un filo dai rubinetti, come se non bastasse di colore giallognolo: fortunatamente, il giorno dopo il sit-in, squadre di operai erano al lavoro per individuare le perdite nella rete idrica, a dimostrazione che alzare la voce forse serve ancora a qualcosa. Poi il black out di mercoledì, giornata di passione per Aulla capoluogo, con l'acqua che per parecchie ore non è sgorgata dai rubinetti a causa di una rottura della condotta principale presso quartiere Matteotti.

Poi l'ordinanza del sindaco Silvia Magnani, con cui si raccomanda ai residenti delle frazioni di Albareta, Burcione, Frascara, Pallerone e Serricciolo, il non utilizzo a uso alimentare dell'acqua proveniente dall'impianto idrico comunale a causa della presenza di batteri coliformi a 37 gradi superiori alla norma. Di fronte a una situazione del genere, quindi, è del tutto normale che qualcuno, oltre ai cittadini che subiscono i disagi, dica no. Ed è quello che fa Paolo Sordi, delegato alle risorse e infrastrutture idriche del Comune di Aulla, il quale chiede a Gaia spa «un chiarimento pubblico a favore della gente» in merito alla non potabilità dell'acqua sancita dall'ordinanza firmata dal sindaco di Aulla: «Con le tariffe che applica è Gaia che deve fare sempre le analisi del prodotto di bene primario che gestisce. Se poi l'autobotte è arrivata nel tardo pomeriggio, la gente allora ha continuato a usare l'acqua con i colibatteri? Ormai la situazione politico-amministrativa di Gaia non è piu sopportabile, la misura è colma. Certo lo so bene che se si vogliono i soldi che Gaia deve al Comune, il bilancio della stessa Gaia va votato favorevolmente, ma ora è troppo. E logicamente è tutto un "team" in gestione politica del Pd. Cosa ne pensano Martina Nardi, ora del Pd, e il già assessore ai lavori pubblici, Alessandro Giovannoni, anch'egli ora del Pd?».

Gianluca Uberti

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di Redazione web