Il Tirreno

«Nessun sviluppo senza il nuovo porto»

Sodini (Camera di Commercio): il rischio è lasciarsi sfuggire da sotto il naso 1,3 miliardi di fatturato

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CARRARA. «Massimo rispetto per tutte le opinioni e per tutte le posizioni ma lo sviluppo del nostro territorio è legata a doppio filo con quella del porto commerciale». Per Dino Sodini, Presidente della Camera di Commercio di Massa Carrara «non ci può essere sviluppo senza porto commerciale». «La dimostrazione è il "caso" Nuovo Pignone- continua l Sodini - senza la presenza del porto commerciale probabilmente non avrebbe fatto investimenti importanti sul nostro territorio. Da temere la concorrenza diretta di un altro hub portuale importante come Piombino che ha invece realizzato investimenti mastodontici. Il rischio è quello di lasciarsi sfuggire, da sotto il naso, 1,3 miliardi di euro di fatturato esportato dal nostro territorio». «Creare posti di lavoro, ridare vigore alle imprese che già operano nelle nostre aree e attrarre nuovi investimenti senza disorientare gli equilibri ambientali: il progetto va esattamente in questa direzione- prosegue - Nessuno ha ne intenzione di realizzare opere o infrastrutture con potenziale distruttivo per la collettività, ne tanto meno rompere gli equilibri. I progetti dovranno dare garanzie anche in questo senso. La politica deve creare occasioni, sta poi alle imprese raccoglierle». «Le contrarietà sono legittime- prosegue Sodini - L'unico modo per dare risposte è favorire gli investimenti da parte delle imprese che garantiscono lavoro, reddito e quindi consumi. Sul nostro territorio ci sono ancora aree appetibili che possono rappresentare un'opportunità per grandi imprese a patto che sia garantito uno sbocco sul mare adeguato». Sul porto turistico, che sarà realizzato da privati solo in caso di sostenibilità finanziaria del progetto, Sodini ha le idee chiare: «Èun'opera, così come il water front, che dovrà portare benefici per alberghi, campeggi, stabilimenti balneari, attività commerciali al dettaglio che oggi sono riuscite a tenere botta nonostante le carenze infrastrutturali, la crisi e tutte le difficoltà. Credo che oggi siamo in grado - prosegue nella sua analisi - di costruire opere di ingegno che tengono ben presenti tutti i rischi idrogeologici». E sul problema erosione Sodini spiega: «Il ripascimento è l'unica soluzione che abbiamo per fermare questo fenomeno. La cancellazione del Sin, nel tratto di mare antistante il porto, ci offre oggi un'altra opportunità: quella di prelevare la sabbie direttamente nell'area del porto che nel frattempo ha il problema inverso, che è quello dell'accumulo, e di usarla per il ripascimento evitando di prelevare quella del Po' e di trasportale fino a qui. In questo modo potremo dare più rispose contemporaneamente: al porto, agli stabilimenti per il ripascimento e alla collettività che non dovrebbe più sostenerne il costo che sarebbe a carico dell'Autorità Portuale». Infine l'opportunità delle grandi navi e delle navi da crociera: «con il dragaggio del porto portando il fondale a 11-13 metri si aprirebbero - conclude - altre interessanti opportunità per il nostro territorio».

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