La manifestazione
Aggressione tra immigrati nella notte
VILLAFRANCA. Parapiglia nella notte, in via Marconi, che non ha fatto passare ore tranquilli ai condomini. Già nelle settimane scorse i residenti avevano messo in luce la difficoltosa convivenza con...
VILLAFRANCA. Parapiglia nella notte, in via Marconi, che non ha fatto passare ore tranquilli ai condomini. Già nelle settimane scorse i residenti avevano messo in luce la difficoltosa convivenza con le ragazze ospitate all’interno del condominio. Gli abitanti avevano segnalato, anche alla stessa amministrazione, un continuo disturbo della quiete pubblica dovuta agli schiamazzi provocati dagli alterchi e dalla musica ad alto volume. Oltre a questo, bisogna aggiungere la barriera linguistica che pone un limite notevole alla capacità di interazione tra le due parti.
Tornando alle vicende di mercoledì notte, stando al racconto degli stessi inquilini, che hanno vissuto in prima persona l’evolversi della vicenda, tutto sarebbe nato da un acceso alterco tra ragazzi di colore. Una delle ospiti, che vivono nel condominio di via Marconi, insieme a un uomo, avrebbe aggredito e poi derubato di portafogli e cellulare un richiedente asilo residente nella ex scuola elementare di Villafranca, sotto la tutela del progetto Sprar. Il giovane ha riportato contusioni e una ferita al volto, costringendolo poi a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Pontremoli.
Pare che l’aggressore si sia dileguato e la giovane abbia trovato rifugio nell’appartamento, tentando di disfarsi degli oggetti rubati, lanciandoli nella scarpata che corre tra il condominio e la ferrovia. Le urla dell’aggredito hanno fatto uscire i condomini dalle proprie abitazioni, con i carabinieri già allertati e giunti sul posto. Sono stati gli stessi condomini a ritrovare le proprietà del ragazzo e a riconsegnarle, dopo avergli prestato primo soccorso e accompagnandolo all’ospedale di Pontremoli per le cure del caso. Sul posto è giunta anche la responsabile della cooperativa Mappamondo per fare da anello di comunicazione tra le forze dell’ordine e le giovani profughe. I cittadini hanno manifestato alla stessa le proprie preoccupazioni e la necessità, già ribadita nell’incontro di una loro delegazione con il sindaco Filippo Bellesi e il vice prefetto La Rosa, di trovare un altro luogo, più consono, dove poterle ospitare, di modo che venga ripristinato il quieto vivere.
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