Il Tirreno

Anche Massa dice no all'ampliamento del porto

Melania Carnevali
Anche Massa dice no all'ampliamento del porto

Balneari e campeggiatori preoccupati per il fenomeno erosivo. Il sindaco: «Non possiamo permetterci altri danni»

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MASSA. Non è un rifiuto secco, ma quasi. Anche da Massa si alza il coro di “no” al nuovo Piano regolatore portuale di Carrara, che prevede la realizzazione del porticciolo turistico tra la foce del Lavello e del Carrione, l'ampliamento dello scalo commerciale con il raddoppio del piazzale Città di Massa e il Waterfront. Altro cemento, quindi, che fa paura. A opporsi sono coloro per cui il mare non è solo dolce meta di relax, ma anche fonte di guadagno: balneari, campeggiatori, il mondo del turismo in generale. Anche il primo cittadino, Alessandro Volpi, guarda con preoccupazione, ma senza allarmismi, al progetto. «Aspettiamo che gli organi competenti si pronuncino sulle valutazioni di impatto nel territorio - commenta - E' un progetto importante anche per Massa, perché servirebbe anche la zona industriale, ma non ci possiamo certo permettere conseguenze negative sul territorio».
Di là (lato Carrara), il problema si chiama “alluvione”: dalla costruzione della piazza nel porto nel 2003, infatti, le esondazioni del Carrione si sono fatte più frequenti (quattro in undici anni) e la sensazione è che, con questo mega progetto di restyling, non possa che andare peggio. Di qua, invece, il problema si chiama “erosione”: dalla costruzione del porto (così come lo conosciamo noi) negli anni Quaranta (lavori terminati negli anni Cinquanta), la spiaggia massese ha iniziato a sparire, metro per metro, sotto un mare che spinge prepotente verso sud. I lunghi spiaggioni da quaranta file di ombrelloni, dove prima di arrivare a riva ci si doveva fermare tre o quattro volte per non rischiare di bruciarsi i piedi, sono un ricordo nostalgico della Marina di allora. Adesso la sfida è tenersi quel poco di spiaggia rimasta. E vai di lavori anti-erosione, tra fallimentari progetti (si pensi ai geotubi), ripascimenti e scogliere in lungo e in largo “per arginare il mare”, come canterebbe Battisti. Dopo 14 milioni di euro spesi, l'erosione della costa massese sembra essere rallentata, per spostarsi solo più a sud, verso il Forte, la quale però non se n'è stata con le mani in mano e ha già presentato alla procura di Massa un esposto. E adesso la minaccia a Massa ritorna. Come un incubo da cui non ci si riesce a svegliare.
I primi a lanciare l'allarme sono i balneari, quelli che più volte in questi anni hanno dovuto lottare per strappare alle onde lettini e ricordi: stabilimenti balneari interi distrutti, ricostruiti, distrutti un'altra volta e ancora ricostruiti, dopo il passaggio delle mareggiate. «Ci eravamo già opposti all'epoca del sindaco Pucci al progetto del porticciolo - ricorda Luca Martini, della Compagnia del mare - e la nostra posizione rimane invariata. Non siamo contrari a priori a un progetto di miglioramento e potenziamento del porto di Carrara, purché questo non abbia ricadute negative sul nostro territorio. Ormai lo sanno anche i sassi che il porto ha provocato l'erosione nella nostra costa e questa volta vogliamo garanzie».
Stessa opinione i campeggiatori: «Non siamo contrari al Waterfront. Ci spaventa quello che sta dietro al Waterfront», chiarisce Marco Luccetti di Ageparc, alludendo all'ampliamento del piazzale e alla realizzazione del porticciolo. «Se fosse una riqualificazione del porto ben venga - continua - Ma dai disegni del progetto che circolano sembra che il porticciolo che vogliono realizzare sia identico o simile a quello del 2000 bocciato dal Ministero. Non possiamo accettare progetti impattanti, non ecosostenibili, perché noi viviamo del turismo e di mare». «Ciò che lascia perplessi è dato da diversi aspetti», fa sapere Anna Schiaffini, del camping Italia, da sempre roccaforte del no al porticciolo. «Anzitutto - continua - che il progetto è una mera riproposizione di quello che già in passato è stato ritenuto inattuabile perché prevede soluzioni tecniche incompatibili con la morfologia del territorio e con le caratteristiche del fiume Carrione. Secondo, gli elaborati tecnici su cui si basa il progetto relativi al fiume Carrione risalgono al 2008 e non tengono conto dell'esito dei rilievi e studi da ultimo commissionati dal Comune di Carrara. E terzo - continua - anche le relazioni tecniche sugli effetti del progetto sull'erosione della costa non appaiono convincenti perché contrastanti con gli studi che dimostrano che la realizzazione dell'opera avrà effetti devastanti sull'integrità del litorale addirittura sino alla costa della Versilia».
I gestori dei campeggi di Marina di massa sono in generale favorevoli agli interventi di riqualificazione dall'area di Marina di Carrara quando questi incidono sull'offerta turistica. Contrastano però «le iniziative che non danno sufficienti garanzie di tutela del territorio. - spiega la Schiaffini - Esistono diversi e alternativi progetti di porto turistico tecnicamente compatibili con l'ambiente e la morfologia del territorio».

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