Il Tirreno

Addio a dodici partecipate

di Cinzia Chiappini
Addio a dodici partecipate

Le aziende legate al Comune scenderanno da 17 a 5 attraverso le fusioni

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CARRARA. Zubbani ridisegna le partecipate. Secondo la proposta del sindaco al consiglio comunale, dal 2016 le aziende “legate”al municipio dovranno scendere dalle 17 a 5: dalla fusione tra Apuafarma e Amia nascerà una multiservizi, Imm e Carrara Fiere torneranno a essere una società unica mentre Gaia Spa ed Erp resteranno come sono adesso. La quinta “partecipata” sarà Reti Ambiente Spa che si dovrà occupare della gestione integrata dei rifiuti di tutti dell’ATO Toscana Costa. Le altre 12 società, saranno liquidate o dismesse.

La riorganizzazione delle partecipate, in ottemperanza alla legge di stabilità, inizia a prendere forma attraverso la proposta di riassetto del sindaco di Carrara Angelo Zubbani che ha messo nero su bianco, indirizzi, soluzioni e soprattutto numeri. Con la riforma a livello di ambito interprovinciale della gestione dei rifiuti, Amia perderà il ramo dedicato all’igiene urbana che costituisce il 73% del fatturato complessivo: la municipalizzata quindi – si legge nel piano del sindaco – subirà «un conseguente ridimensionamento» e tutti gli altri servizi (come illuminazione pubblica e cura del verde) confluiranno in «una unica società multiservizi attraverso la fusione con Apuafarma spa». «La nuova società – spiega Zubbani - si dovrà occupare di tutti i servizi svolti precedentemente dalle due preesistenti società con una conseguente razionalizzazione delle strutture organizzative al fine di conseguire, almeno nel medio termine, un significativo risparmio sui costi generali». A questa “multiservizi”, si legge sempre nella relazione del sindaco, potrebbe essere affidata anche «la gestione del piano della sosta e la manutenzione della strada dei marmi» oggi in carico a Progetto Carrara spa. Sì perché come è noto, la società che ha costruito la strada dei marmi «presenta già da alcuni anni bilanci di esercizio in forte perdita soprattutto per effetto degli ammortamenti dei costi pluriennali legati alla strada dei marmi ma – ammette il sindaco di Carrara - anche a causa di una struttura risultante oggi sovradimensionata rispetto alle reali esigenze funzionali dei due settori in cui opera». Secondo la legge di stabilità dunque Progetto Carrara dovrà chiudere i battenti entro il 2017 e così l’amministrazione carrarese ha attivato i meccanismi necessari per ridefinire gli asset aziendali «in previsione di avviare in tempi brevi la procedura di liquidazione della società». E se la creazione della “multiservizi” è sicuramente la manovra più impegnativa sul fronte del riassetto delle partecipate, qualche novità potrebbe arrivare anche sul fronte Imm/CarraraFiere visto che il piano annuncia che «è allo studio la possibilità di un accorpamento (…) al fine di rendere più razionali ed omogenei i processi decisionali ed organizzativi, anche in vista di una auspicabile riduzione dei costi di gestione complessivi». Erp e Gaia invece resteranno così come sono, la prima «per gestire l’edilizia residenziale pubblica a livello provinciale» la seconda «per gestire il servizio idrico integrato a livello interprovinciale, di ambito territoriale (Autorità Idrica Toscana)», anche perché su queste società Piazza Due Giugno non ha mano libera visto che detiene “solo” il 41,38% di Erp e il 20,22% di Gaia. In tutti gli altri dodici casi è prevista o è già stata avviata la dismissione delle quote o la liquidazione delle società che sono Amiatel Srl (Controllata da Amia SpA al 100%), Cat Spa (Partecipata al 47,099%), Cermec Spa (Partecipata al 48,00%), Area Spa (Partecipata al 36,07%) Evam Spa (Partecipata allo 0,59%), Terme Di Equi Spa (Partecipata al 2,64%), Autocamionale Della Cisa Spa (Partecipata allo 0,093%), Fidi Toscana Spa (Partecipata allo 0,0001% dal Comune di Carrara), Banca Apuana Di Credito Cooperativo (Partecipata allo 0,10% ).

La competenza in materia è del consiglio Comunale che dovrebbe avviare a breve il confronto: il presidente della commissione Bilancio, Roberto Conserva (Psi) si è impegnato a illustrare ai suoi commissari subito dopo Ferragosto la proposta della maggioranza, che sarà probabilmente ispirata a quella del primo cittadino. Un riassetto quello delle municipalizzate “imposto” dalla legge di Stabilità, reclamato spesso “vox populi” - anche e soprattutto alla luce dei tanti bilanci in rosso delle aziende – che riguarderà direttamente un esercito di 34 amministratori, 12 dirigenti e quasi 1000 lavoratori (per la precisione 989) ovvero le persone che – a vario titolo e con retribuzioni che oscillano da poche centinaia di euro a centinaia di migliaia di euro all’anno - operano nelle 17 aziende “legate” al Comune di Carrara. L’idea è quella di tagliare e risparmiare dove e più che si può, senza intaccare i servizi e soprattutto, come ha sottolineato lo stesso Conserva «evitando le vessazioni nei confronti dei lavoratori». Il problema, ormai lo si è capito, non sono tanto (o solo) gli stipendi dei dipendenti quanto le retribuzioni dei vertici delle società e in particolare quelli dei dirigenti che, ha ribadito il presidente della commissione Bilancio insieme alla capogruppo Pd Roberta Crudeli «guadagnano il 30% in più dei loro omologhi in comune» e andrebbero dunque assoggettati ai medesimi vincoli sulle retribuzioni. Una situazione non più sostenibile per le casse del municipio e così, il sindaco Zubbani nella sua relazione, si è preoccupato di indicare con una certa chiarezza anche le tempistiche del riassetto: «Si ritiene di poter avviare entro l’anno 2015 tutte le procedure» anche se «l’estrema complessità di molti dei processi descritti (…) farà slittare sicuramente la conclusione dell’intero processo al 2016 e probabilmente , in alcuni casi, anche agli anni successivi».

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