Sicurezza
Un incontro pubblico per salvare le Poste
AULLA. Oggi alle ore 18, presso i giardini pubblici della frazione di Serricciolo, si svolgerà un incontro con la popolazione per affrontare la questione della ventilata chiusura dell'ufficio postale...
AULLA. Oggi alle ore 18, presso i giardini pubblici della frazione di Serricciolo, si svolgerà un incontro con la popolazione per affrontare la questione della ventilata chiusura dell'ufficio postale e per discutere delle azioni da mettere in campo per scongiurarla. L'incontro fa seguito a un altro analogo tenutosi nei giorni scorsi nella frazione di Caprigliola, durante il quale i cittadini hanno ribadito il loro “no” alla chiusura dell'ufficio postale e la volontà di organizzare una manifestazione di protesta contro questo provvedimento di Poste Italiane spa, che potrebbe penalizzare fortemente le popolazioni, soprattutto gli anziani. Infatti, come noto, sono nuovamente a rischio chiusura gli uffici postali delle frazioni aullesi di Caprigliola e Serricciolo, poiché il direttore della filiale di Massa di Poste Italiane spa, Francesco Rubino, ne ha già annunciato la chiusura dal prossimo lunedì 7 settembre. E come se non bastasse il nuovo pronunciamento di Poste Italiane spa arriva dopo che i Comuni toscani interessati da tagli e ridimensionamenti avevano fatto ricorso al TAR contro un primo piano di razionalizzazione di Poste Italiane spa, che prevedeva la scomparsa di 65 uffici postali e la riduzione di orario per altri 37 sportelli in Toscana. Dopo che i Comuni toscani erano ricorsi al Tar, Poste Italiane spa aveva sospeso temporaneamente le chiusure, ma è tornata alla carica un mese fa, annunciando la chiusura di 59 sportelli, appena sei in meno rispetto al primo piano.
Fra questi 59 sportelli da eliminare figurano ancora quelli delle frazioni aullesi di Caprigliola e Serricciolo. Di conseguenza, il sindaco Silvia Magnani torna ad attaccare Poste Italiane spa, «che, anche stavolta, non si è comportata come sarebbe auspicabile da chi gestisce un servizio rivolto a tutta la collettività in regime di quasi monopolio. Intendo dire che sarebbe stato rispettoso – prosegue Silvia Magnani – e necessario da parte di Poste Italiane spa avviare un dialogo con le istituzioni, che, invece, è mancato e manca del tutto».
Però, c'è una notizia che fa ben sperare, quella che arriva dal Tar del Friuli Venezia Giulia, che ha accolto il ricorso del comune di Buja contro Poste Italiane spa per la chiusura di due uffici postali ubicati in due frazioni del Comune friulano: «I giudici, infatti, hanno affermato che l'esigenza di risparmiare – commenta il sindaco – può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane spa, ma non può prevalere sull'interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale. Per questi motivi, si legge sempre nella sentenza, si deve tenere in seria e doverosa considerazione la situazione geografica e orografica dei singoli territori interessati dal piano di razionalizzazione, nonché le proposte che dai Comuni interessati possono giungere».
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
