Attenzione
Tromba d’aria, grave una ragazza
Travolta da una tettoia. Danni gravissimi agli stabilimenti da Marina a Fiumaretta
CARRARA. Volano ombrelloni, sdraio, tende e bandiere. Volano anche pedalò e pattini, sollevati da terra; tetti delle cabine e tegole; rami e alberi, E vola anche la tettoia del bagno Libeccio a Marinella, sotto cui si era rifugiata una ragazzina. La quindicenne è stata colpita dalla tettoia crollata; soccorsa dai medici del 118 e dai vigili del fuoco, la giovane è stata portata in codice rosso all'ospedale della Spezia.
Marina di Carrara è di nuovo in ginocchio, colpita da una tromba d’aria che ha spazzato il litorale, provocando danni gravi alle strutture dei bagni, alle auto, nelle case e nei giardini. Alla vigilia di Ferragosto, un pugno di quelli che fanno male.
La mattina del temuto allarme “arancione” sembrava trascorsa senza danni: il temporale attorno alle 7,30 era passato senza lasciare segni. Invece, poco prima delle 13, ecco la nuova ondata di maltempo: il cielo si fa nero, scarica scrosci intensissimi di pioggia accompagnati da un vento a raffiche sempre più forti, oltre i 50 nodi, secondo la Capitaneria di Porto. Una tromba d’aria attraversa da Levante a Ponente la spiaggia, raggiunge Marinella e Fiumaretta, dove provoca altri disastri e poi si “scarica” in mare.
Sono le 12,50 quando inizia la tempesta, che dura pochi minuti ma è devastante. Attacca la zona del porto, si stende sulla spiaggia e sull’immediato entroterra. Ai bagni Mistral e Luciano piega tendoni e strutture, travolge i giochi per bambini. Al Johnnie Fox’s un grosso pino crolla sul tetto del ristorante. I titolari del pub-ristorante sono inferociti, dicono che avevano chiesto ripetutamente al Comune di poter abbattere gli alberi pericolanti, ricevendo il no dell’amministrazione, perchè i pini sono protetti da vincolo paesaggistico.
Al bagno Artiglio vola di tutto, anche un pedalò, che viene sollevato dal vento e poi si abbatte su una sdraio. Il bagno Paris è uno dei punti più colpiti. Ci sono i tetti delle cabine divelti, ombrelloni e sdraio volati dappertutto, Il vento ha addirittura abbattuto il pennone delle bandiere. «Una devastazione, qui è tutto distrutto», dice amaro Paris Perini, titolare del bagno. Non è il solo a leccarsi le ferite. Al Barumba crolla la struttura-gazebo dove si fanno feste e aperitivi. Anche il Principe e il Roby, alla Fossa Maestra, sono devastati: giù alberi, giardino sconvolto, un pattino capovolto sugli ombrelloni.
La stima dei danni non è ancora stata fatta, ma titolari dei bagni sanno che non saranno scherzi: decine di ombrelloni piegati e da buttare, così come tendoni e strutture varie. Subito dopo il passaggio della tromba d’aria in tutti i bagni è cominciato il lavoro di “ricostruzione”: la stagione è in pieno svolgimento, impossibile permettersi di perdere anche un solo giorno di mare per i turisti.
E danni gravi sono anche in via Comano, dove un albero è crollato su un cancello e su due auto, danneggiandole in modo serio; e oltre confine a Marinella e Fiumaretta. Sul viale Lungomare i pini vengono letteralmente sradicati e crollano su diverse automobili in sosta. Solo qui ci sono danni per decine e decine di migliaia di euro. Negli stabilimenti balneari lo stesso scenario apocalittico di Marina: pattini rovesciati, ombrelloni e sdraio sparpagliati ovunque, strutture piegate irrimediabilmente dal vento.
Per chi si è trovato in spiaggia o negli stabilimenti balneari sono stati momenti di autentica paura: un fortunale così violento non lo si vedeva da anni, forse decenni.
E poi i “soliti” allagamenti nelle strade di Marina, con l’acqua che in pochi minuti è salita fino sopra i marciapiedi e in alcuni casi anche nei negozi e nelle abitazioni a piano terra. Giampaolo Pasqualetti, titolare del bar West End di via Comano, già “vittima” di un paio di alluvioni (e con il pino crollato vicino al locale) è sconfortato: «Non si può andare avanti così, a ogni pioggia c’è da tremare». Sono caduti quindici millimetri di pioggia in 15 minuti, diranno i pluviometri del Comune: un evento fuori dell’ordinario. Ma ormai è quasi la regola. Nel pomeriggio il sole fa capolino fra le nuvole, il barometro torna al bello.
Stamani tutti in spiaggia. Fino al prossimo disastro.
Claudio Figaia
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