Proteste
Torano ricorda il dramma dei profughi
CARRARA. Torano Notte e Giorno ripercorre il dramma dei profughi istriani. La rassegna d'arte contemporanea, in corso nel borgo degli artisti fino a giovedì 13 agosto, tocca la vicenda dolorosa degli...
CARRARA. Torano Notte e Giorno ripercorre il dramma dei profughi istriani. La rassegna d'arte contemporanea, in corso nel borgo degli artisti fino a giovedì 13 agosto, tocca la vicenda dolorosa degli esuli di Fiume, rappresentata nell'installazione dai contenuti forti di Maria Elisabetta Cori: mobili con le ruote e una valigia di cartone sistemati sotto un portico per descrivere il senso di precarietà e incertezza che accompagna chi è costretto a fuggire dal proprio paese.
Un tema di ieri e di oggi, elaborato con un'opera che è quasi un flash back, una testimonianza diretta dell'artista, figlia di un esule fiumano. Maria Elisabetta Cori concentra nella sua installazione un difficile trascorso personale, rendendo omaggio a quanti hanno vissuto la stessa tragica esperienza.
I mobili vecchi e usati, di legno povero, evocano la capacità dei profughi di vivere alla giornata, con quello che la vita offre. «Il riciclaggio - spiega l'artista - per me è una necessità interiore, più che una pratica di tendenza».
Promossa e organizzata dal Comitato Pro-Torano per la Direzione Artistica di Emma Castè, con il contributo del Comune, della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, il patrocinio della Camera di Commercio e importanti partner, la rassegna fila dritta verso il finale e l'assegnazione del premio d'arte "Franco Borghetti" in programma il 12 agosto.
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