Il Tirreno

Nca, di nuovo tutti a Roma Il ministero riapre il tavolo

di Cinzia Chiappini
Nca, di nuovo tutti a Roma Il ministero riapre il tavolo

L’8 settembre sindacati, lavoratori e istituzioni locali incontreranno il governo Intanto sono stati richiamati al lavoro venti dei “segregati” nel capannone

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CARRARA. La vertenza Nca torna sul tavolo del governo come richiesto da lavoratori, sindacati e istituzioni locali: il prossimo 8 settembre il Ministero dello Sviluppo riaprirà le porte alla delegazione da Carrara.

Intanto l’azienda ha richiamato al lavoro una ventina dei dipendenti “segregati” in un capannone dismesso a Massa: gli operai ancora esclusi dall’attività produttiva sono poco più di quindici.

Qualcuno forse aveva sperato di non farlo più quell’interminabile viaggio verso Roma: e invece a quasi tre anni dalla firma con cui proprio nella sede capitolina del Ministero dello Sviluppo il Cantiere navale di Marina di Carrara fu ceduto al gruppo di Giovanni Costantino, sindacati, rappresentanti delle istituzioni locali e lavoratori, torneranno nella città eterna per affrontare i problemi – anche quelli apparentemente “eterni” - della fabbrica di viale Colombo.

In cima alla lista delle cose da chiarire nell'incontro capitolino, il piano industriale, le concessioni trentennali garantite al gruppo per l’utilizzo del bacino (nel sito di proprietà del demanio) e la gestione del personale, con particolare riferimento alla vicenda dei quaranta dipendenti per mesi tenuti lontano dalla produzione.

Intanto proprio su questo fronte nel corso delle ultime due settimane qualcosa sembra essersi mosso: la dirigenza ha richiamato in fabbrica oltre la metà dei lavoratori “segregati”, quelli cioè che – pur ricevendo regolarmente lo stipendio - avevano trascorso i primi tre mesi dell’anno chiusi nella sala mensa del cantiere, e i quattro successivi in un capannone vuoto di proprietà del gruppo situato nella zona industriale.

Una ventina di operai sono stati dunque reinseriti nel ciclo produttivo e così “al confino” ne sono rimasti poco più di quindici. E anche la questione dei corsi di formazione, potrebbe essere inserita tra i temi in discussione a Roma: l’azienda aveva lamentato l’esito deludente delle prove, spiegando che proprio sulla base di questi test, gli addetti erano stati ritenuti inadatti ad alcune mansioni strategiche ed esclusi dall’attività produttive, arrivando poi a parlare -nell'ultimo incontro in regione - di una ventina di esuberi. Sindacati e lavoratori, di contro, avevano definito “illegittimi” quei corsi, in quanto organizzati in proprio dall’azienda, ricordando che gli impegni sottoscritti al ministero prevedevano il riassorbimento di centocinque dipendenti.

Tra le novità dell’ultima ora anche il ritorno in azienda dell’ingegner Salvatore Greco, a lungo direttore di produzione del cantiere navale, che aveva detto addio alla fabbrica nei primi mesi del 2013, poco dopo la cessione al gruppo di Costantino. Chissà se il ritorno di un dirigente che conosce bene le dinamiche interne al cantiere potrà aiutare a ristabilire un clima di serenità tra lavoratori e proprietà.

L’8 settembre quindi di nuovo tutti a Roma, per capire di definire il futuro di Nca. Sindacati e istituzioni locali si siederanno nuovamente al tavolo del Ministero dello Sviluppo.

Tra i temi da chiarire in questo incontro, dicevamo, ci sono il piano industriale, le concessioni trentennali garantite al gruppo per l’utilizzo del bacino e la gestione del personale, con particolare riferimento alla vicenda dei quaranta dipendenti per mesi tenuti lontano dalla produzione.

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