Gioco
I senza acqua fanno irruzione a Gaia
Una cinquantina di persone hanno chiesto spiegazioni alla società: «Come facciamo, anziani e bambini soffrono»
AULLA. La rabbia e l'esasperazione di una cinquantina di cittadini delle frazioni di Agnino e Magliano di Fivizzano e del Masero di Terrarossa di Licciana Nardi hanno fatto irruzione ieri mattina negli uffici aullesi di Gaia, la società per azioni interamente pubblica che gestisce gran parte degli acquedotti in Lunigiana. E c'è da comprenderli questi cittadini e a provare a mettersi nei loro panni, visto che da una settimana o non hanno l'acqua in casa oppure ne sgorga un “filo” dai rubinetti, come se non bastasse di colore giallognolo. In questa situazione diventa un'impresa farsi una doccia in un momento in cui le temperature sono elevatissime, lavare piatti, stoviglie e vestiti, preparare caffè nei bar che potrebbero subire danni economici per questo.
Se a ciò si aggiunge il fatto che le autobotti di Gaia, che cercano di fare fronte ai disagi rifornendo la rete, a quanto pare perderebbero parecchia acqua a causa dell'obsolescenza dei tubi, non si può che applaudire alla civiltà della protesta, che ieri mattina non è mai trascesa oltre i limiti, rimanendo sempre e comunque assolutamente pacifica. Certamente i decibel non sono mancati, con la gente che minacciava il non pagamento delle bollette, decibel che si sono fatti ancora più alti quando si è scoperto che tutti i dirigenti di Gaia preposti si trovano in ferie: infatti, ieri mattina ad accogliere i cittadini inferociti sono stati mandati due dipendenti della spa, mentre i cittadini chiedevano a gran voce la presenza di un dirigente. «Ci sono anche persone malate e anziane: come fanno senz'acqua?», esclamava un uomo, a cui faceva eco un altro: «Ci dobbiamo comprare un tubo e portarci l'acqua da soli? .Siete inadempienti, non fornite l'acqua potabile come da contratto», alzava la voce un signore, mentre una signora chiedeva con chi parlare per avere un rimborso e proponeva un nuovo incontro alla presenza dei dirigenti preposti: «Nel frattempo, però, come facciamo? Domani sono previsti di nuovo 40 gradi».
I due dipendenti di Gaia assicuravano che la società stava facendo il massimo per alleviare i disagi dei cittadini, mentre qualcuno tornava a sottolineare che «i tubi sono marci e i camion perdono l'acqua per strada» e una donna sollecitava l'intervento di più autobotti: «L'emergenza va affrontata e non potete lasciare le richieste di acqua potabile inevase. Inoltre, vedere che i camion perdono metà dell'acqua non si può tollerare, si tratta di uno spreco assolutamente da condannare».
Quindi, la mattinata al calor bianco si concludeva con la decisione dei cittadini di formalizzare due richieste scritte a Gaia spa: la prima per un incontro con la dirigenza da tenersi sempre ad Aulla giovedì 20 agosto, la seconda per avere chiarimenti sugli investimenti che Gaia intende mettere in campo.
Non saranno dieci giorni facili per chi si ritrova i rubinetti a secco, anche perché la pazienza è finita. Da un bel pezzo. E la protesta di ieri ne è la dimostrazione.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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