Attenzione
Pane, lardo e brividi: fa ancora centro la lizzatura storica
Tanta gente a Ponti di Vara, nonostante il sole cocente, per la rievocazione della discesa dei blocchi di marmo
CARRARA. Chiamatela “archeologia del lavoro alle cave”: è la rievocazione storica della lizzatura, cioè del modo in cui i blocchi di marmo tagliati alle cave venivano fatti scendere a valle. Prima dell’avvento dei camion. Uno spettacolo messo in scena, come ogni estate, ai Ponti di Vara, con maestria – e, anche, non è retorica, con qualche rischio – dalla Compagnia Lizzatori Carrara. Una squadra fortissima, ed esperta: il capolizza Primo Serri (detto Billibis), il vice Matteo Lucchetti, il capo molatore Annibale Lodovici (Nibalon), e gli altri due molatori Emiliano Lucchetti e Andrea Dell’Amico, poi ci sono gli “omi alle funi”: Luigi Lodovici e Omar Tonelli, l’uomo alla voce: Giancarlo Quattrini (Ciak), gli uomini alla carica: Luigi Spadoni, Giorgio Dell’Amico, Osvaldo Pegollo, Giuseppe Barbieri, Gianfranco Bergamini. La squadra ha portato a valle un blocco di oltre 20 tonnellate su una pendenza del 50% facendolo scivolare su palanche di legno insaponate. Non uno scherzo.
Il pubblico, tanti villeggianti, ma anche numerosi carrarini, ha sfidato il sole cocente dell mattinata di ieri per non perdersi lo spettacolo e il tuffo nel duro mondo delle cave che questa rievocazione offre. Pane con lardo e pomodori, e vino – la colazione dei cavatori – offerti dagli organizzatori a tutti gli spettatori hanno fatto la loro parte in questo tuffo, così come lo scenario duro e abbagliante delle cave. Il servizio di bus navetta per accompagnare il pubblico da Monterosso ai Ponti di Vara ha ben funzionato. E anche questo va sottolineato.
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